Allegri, un futuro nebuloso
Panchina blindata? Neanche per sogno. La notizia dell'ultim'ora è che Massimiliano Allegri non è più certo di rimanere sulla panchina del Cagliari anche per la prossima stagione. Il contratto siglato lo scorso aprile, che lo lega al sodalizio rossoblù fino al giugno 2011, è vincolante fino a un certo punto.
Le sirene milaniste e romaniste c'entrano il giusto. A grattarsi il capo in queste ore è soprattutto Massimo Cellino, indeciso se proseguire l'avventura con il tecnico toscano o cambiare decisamente rotta, per affidarsi a un altro allenatore in vista della prossima stagione. Al presidente rossoblù non sono andate giù le ultime titubanti prestazioni (Sampdoria, Palermo, Roma), che hanno tolto dai giochi Uefa il Cagliari: non tanto il risultato ha pesato sulle presidenziali valutazioni, quanto il modo in cui questi sono maturati. Dieci gol subiti in tre gare, due rimonte patite, cinque sonori schiaffi dall'ex Ballardini.
Ma ad irritare Cellino sarebbero state anche le parole di Allegri, che aveva risposto per le rime al presidente dopo le critiche seguite alla gara di Palermo. "Non credo che una sconfitta possa far chiudere un buon rapporto tra allenatore e presidente - disse testualmente Allegri -. E' giusto che lui che è il proprietario della squadra possa esternare quello che pensa, perché perdere così ha reso tutti molto amareggiati, ma ci vuole equilibrio, nel bene e nel male, come abbiamo sempre fatto". A questo, vanno aggiunti un altro paio di episodi.
Non sono mai stati chiariti i contorni del presunto incontro tra la dirigenza del Milan e Massimiliano Allegri, che sarebbero avvenuti (condizionale d'obbligo) lo scorso marzo. La società rossonera ha dimostrato di ammirare Allegri, considerato dallo stesso Silvio Berlusconi l'allenatore ideale per aprire un ciclo vincente senza spese folli. Spese folli osteggiate dai figli del premier Marina e Piersilvio, che hanno sovente frenato negli ultimi anni le pruderie economiche del padre. Lo scenario: Ancelotti resta fino al 2010, quando rileva Lippi in Nazionale e in rossonero approda Allegri. Magari, sotto la supervisione di un milanista doc come Leonardo o, addirittura, Arrigo Sacchi.
All'epoca, Allegri era fondamentalmente in scadenza di contratto a fine stagione, quindi libero di trattare con altre società. Cellino, una settimana dopo i rumors in salsa milanista, ha convocato il tecnico toscano in sede per fargli ratificare il rinnovo del contratto. Non senza qualche smorfia di delusione. E non ci sarebbe solo il Milan a corteggiare l'allenatore ex Sassuolo. La Roma ci sta facendo un pensierino qualora non dovessero andare a buon fine le trattative per la cessione della società; e anche altre formazioni di A stanno seguendo con interesse Allegri, in vista di un vorticoso valzer delle panchine che potrebbe stravolgere il panorama delle guide tecniche del prossimo campionato.
Il secondo episodio è legato alla gestione di alcuni uomini. In particolare, Cellino non avrebbe gradito nelle ultime giornate l'insistito ricorso di Allegri a Paolo Bianco, l'unico a essere certo della propria partenza a fine stagione. Contro Sampdoria e Roma l'ex centrale di Treviso e Catania è stato utilizzato, nonostante in panchina non mancassero le alternative: una scelta che andrebbe contro l'opera di valorizzazione dei vari Astori e Matheu indicata con forza dalla dirigenza.
Insomma, il rapporto idilliaco di qualche settimana fa pare essersi guastato. Se in maniera definitiva e irreparabile lo dirà il prossimo futuro.
