Cagliari, le pagelle di fine stagione
Quando la classe è disciplinata, reattiva e puntuale è decisamente più difficoltoso, per l'insegnante che brandisce il lapis rosso e blu (il destino, a volte) distribuire correzioni e giudizi. Al termine di una stagione come quella andata in archivio qualche ora fa è persino stimolante cercare di individuare i limiti che non hanno permesso a una stagione entusiasmante di diventare strepitosa. Voti alti, mediamente, per i protagonisti della cavalcata 2008-2009: hanno fornito in maniera equanime il proprio apporto a una stagione che rimarrà a lungo incastonata nelle menti dei tifosi rossoblù: vittorie da urlo come quella a Torino contro la Juventus o quella contro l'Inter campione d'Italia giusto una settimana fa valgono da sole il prezzo di una stagione vissuta tra palpitazioni e qualche iniziale preoccupazione.
Rossoblù per rossoblù, un sintetico giudizio, con la testa che inevitabilmente cerca di ignorare - per quanto possibile - lo scivolone tennistico di Udine.
PORTIERI
Federico Marchetti (35 presenze, 41 gol subiti)
La convocazione in Nazionale è il degno coronamento di una stagione spettacolare. L'inizio è stato da incubo: 4 gol subiti contro la Lazio, l'immediato ingaggio di Lupatelli, una difesa ballerina incapace di reggere all'urto avversario. Poi, grazie anche agli insegnamenti del preparatore Landucci, la crescita progressiva: fantastico nelle uscite alte, è migliorato strada facendo sui calci piazzati diretti. All'ex portiere dell'AlbinoLeffe manca forse qualcosa sulle palle basse: classe 1983, ha tutto il tempo per crescere e migliorare. A Cagliari, ovviamente. Voto 8,5
Cristiano Lupatelli (3 p, -9)
Tre presenze, nove gol subiti. Non una media confortante, inficiata soprattutto dalle incertezze palesate a Marassi contro la Sampdoria e al fuoco incrociato patito al Friuli contro l'Udinese. Pistolettate che potrebbero costargli il rinnovo del contratto, in scadenza il 30 giugno prossimo. Voto 5
DIFENSORI
Alessandro Agostini (34 p, 0)
Tra i riconosciuti leader dello spogliatoio, Ago ha disputato probabilmente la miglior stagione da quando è a Cagliari. Lo schema di Allegri prevede una manovra offensiva travolgente, spesso in contropiede, che necessita del rimorchio degli esterni difensivi. Compito svolto egregiamente, con una quantità di km macinati nel corso dell'anno paragonabili a quelli della Freccia Rossa in dotazione alle Ferrovie dello Stato. Peccato non disponga di un piede educato a dovere e peccato che di tanto in tanto il nostro cada in preda a terrificanti amnesie che hanno più volte messo a repentaglio la verginità della porta rossoblù. Voto 7
Davide Astori (10 p, 0)
Tralasciando l'orrida prestazione in terra friulana, il gioiellino di scuola milanista ha fatto intravedere doti notevoli per un giovanotto che ha appena compiuto 22 anni. Leve lunghe e piede sapiente, potrebbe costituire davvero il perno su cui costruire la difesa rossoblù del futuro. Resta da definire la situazione con il Milan, chiaramente. Voto 6,5
Paolo Bianco (26 p, 1 gol)
Titolare inamovibile fino a febbraio, ovvero fino a salvezza acquisita. Con prestazioni positive e con la gioia del gol a Marassi contro il Genoa. Poi, una volta deciso di non continuare il rapporto con il Cagliari, l'accantonamento. Mai una polemica, è stato rispolverato da Allegri nelle ultime battute di campionato, concludendo la sua esperienza in rossoblù da centrocampista, a Reggio Calabria. Un professionista esemplare, mancherà allo spogliatoio e ai tifosi rossoblù. Voto 7
Michele Canini (22 p, 0)
Riesumato dopo aver messo Bianco in naftalina, non ha brillato particolarmente. Suo lo splendido lancio che dà il la al 2-2 di Jeda nella splendida serata di Torino, poi tante indecisioni e la sensazione che non si sia completamente ripreso dall'infortunio patito ormai due anni fa. Il prossimo anno, fatte salve indecenti proposte di mercato, sarà titolare: la responsabilità prolungata potrebbe giovargli. Voto 6-
Diego Lopez (30 p, 1 gol)
Esordio-choc, con il rigore e l'espulsione alla prima giornata contro la Lazio. Poi una stagione di buon livello, con qualche calo d'attenzione comprensibile per chi ad agosto spegnerà 35 candeline: leader e capitano silenzioso, ha dimostrato di essere fondamentale per i meccanismi difensivi della retroguardia rossoblù. La follia a Firenze, con quella indegna scazzottata con Felipe Melo (e conseguente stop di tre giornate) inficia il voto finale. Voto 6,5
Daniele Magliocchetti (2 p, 0)
Non si può certo dire che porti fortuna: due le presenze, una manciata di minuti complessivi. Una alla prima giornata, con quel nefasto 4-1 casalingo contro la Lazio. Una, l'ultima, nella aberrante sconfitta di Udine. Scaramanzie a parte, una stagione costellata di infortuni e vissuta a margine della prima squadra. Il potenziale ci sarebbe, ma il ragazzo ha bisogno di esprimerlo. Prestito in vista? Senza voto.
Carlos Matheu (15 p, 0)
Mai impiegato nel suo ruolo, che poi sarebbe quello di centrale, l'argentino si è diligentemente calato nella parte di vice-Pisano, mettendo in mostra doti fisiche non comuni. Beninteso: le caratteristiche non sono quelle del fluidificante, lo si capisce dalle rare scorribande offensive che il nostro si è concesso. Resta la curiosità di vederlo impegnato nel cuore dell'area di rigore. Stagione d'ambientamento più che positiva nel complesso. Voto 6,5
Francesco Pisano (29 p, 0)
A 23 anni può vantare oltre 100 presenze in rossoblù e due gettoni da capitano della corazzata di Allegri. Il tecnico toscano lo ha promosso titolare a tutti gli effetti: tanta corsa, qualche disattenzione difensiva ma anche una crescita caratteriale marcata. Lo abbiamo visto battagliare e uscire vincitore dai duelli con Ibrahimovic, Kakà e Nedved: non è cosa da poco. Voto 7
CENTROCAMPISTI
Davide Biondini (30 p, 2 gol)
Interpreta al meglio il ruolo di mezzala mancina, scrollandosi di dosso la polvere di una stagione (quella di Giampaolo-Sonetti-Ballardini) trascorsa in panchina come vice-Parola. Gioca tre quarti di campionato a livello stratosferico, poi tira il fiato nelle ultime apparizioni. A segno nella magica notte di Torino, ha confermato quanto di buono aveva lasciato percepire nella prima stagione rossoblù: alla grinta si unisce una tecnica di base niente male per quello che veniva definito in maniera limitata come "mastino di centrocampo". Voto 7,5
Daniele Conti (31 p, 5 gol)
Due gol di testa (tra cui l'ennesimo al Napoli, sua vittima preferita), due su calcio di punizione (con la gemma contro la sua Roma) e uno di destro. Questo a corollario di un campionato di altissimo livello, che meritava verosimilmente la convocazione in Nazionale. Cresciuto perfino sotto il profilo comportamentale: meno ammonizioni del solito e neppure un cartellino rosso. Il Napoli, proprio lui, ci ha provato a indurlo in tentazione: Daniele, vero cuore rossoblù, ha declinato deciso: resterà a Cagliari. Voto 8
Andrea Cossu (33 p, 1 gol)
Semplicemente imprescindibile. Il modulo di Allegri ha beneficiato delle caratteristiche del folletto sardo, capace come pochi in Italia di tagliare dal centro verso gli esterni. Un rendimento continuo e costante, fatto di corsa, assist e apporto anche in fase difensiva. Segna il suo primo gol stagionale contro l'Inter, esattamente come l'anno scorso alla penultima giornata di campionato: ci prova poco, consapevole che la sua specialità è un'altra. Una pecca: le troppe ammonizioni per proteste. Voto 8,5
Michele Fini (35 p, 3 gol)
Disputare una stagione del genere alla soglia dei 35 anni non è comune a molti. Serve classe, abnegazione, intelligenza nel gestire le forze. Il centrocampista di Sorso ha illuminato la manovra rossoblù, con giocate sopraffine e squarci di classe, attestandosi tra i migliori assist-men dell'intero campionato di serie A. E' in scadenza, ha delle richieste: sarebbe un bene blindarlo quanto prima. Voto 8
Andrea Lazzari (36 p, 2 gol)
L'avreste mai detto? Il trequartista di scuola Atalanta è stato il giocatore più utilizzato da Allegri: subentrato 23 volte in corso d'opera, Lazzari si è tolto la soddisfazione di andare a segno due volte in chiusura di campionato. Meglio da mezzala che da trequartista, ha tutto per fare bene nel massimo campionato. Voto 7
Marco Mancosu (2 p, 0)
Due presenze per un totale di 35 minuti disputati, contro Roma e Reggina. Davvero troppo poco per poter anche solo abbozzare un giudizio. Senza voto
Andrea Parola (26 p, 1 gol)
Saluta Cagliari con il suo primo gol in serie A, giocando nel ruolo di volante disegnatogli da Allegri. Prezioso gregario, ha aspettato il suo turno senza alzare mai i toni. Motivi familiari lo spingeranno lontano dalla Sardegna. Voto 6
ATTACCANTI
Robert Acquafresca (36 p, 14 gol)
L'uomo col gol nel sangue, un cobra pronto a punire. E' l'attaccante del futuro Robert, mortifero in area di rigore come pochi coetanei sanno essere: penalizzato per certi versi dal gioco di Allegri, è riuscito a mettere a segno la bellezza di 14 reti, con una percentuale del 100% nelle realizzazioni dal dischetto. Freddezza e concretezza per un giovane con la testa sulle spalle, che in Sardegna si è trovato benissimo. Il calciomercato pare spingerlo verso il nerazzurro, che per sua somma amarezza sarà quello dell'Atalanta e non quello più prestigioso dell'Inter: Moratti non sa cosa si è perso. Voto 8,5
Jeda Capucho (36 p, 11 gol)
Parte col freno a mano tirato, poi esplode e diventa l'uomo della Provvidenza. Serpentine e dribbling, realizza sette degli undici gol totali di testa, saltando più in alto dei corazzati difensori avversari. Ha il passo per fare la seconda punta, la classe per ricoprire il ruolo di trequartista, la voracità per giostrare da terminale offensivo. L'elemento sul quale ricostruire l'attacco del prossimo anno. Voto 8
Joaquin Larrivey (12 p, 1 gol)
Partito a febbraio destinazione Velez, l'attaccante argentino parte fortissimo, segnando in casa contro la Lazio. Poi un gol annullato ingiustamente a Siena, qualche prestazione deludente e il mesto ritorno in panchina. Un costante vorrei ma non posso per certi versi confermato anche dalla prima parte della sua esperienza argentina. Voto 5
Alessandro Matri (31 p, 6 gol)
Segna gol pesanti e uno, addirittura, storico, quando va a griffare la vittoria contro la Juventus a Torino. Più indicato forse di Acquafresca ad allargare il gioco, vive il suo momento di grazia tra febbraio e marzo, quando risulta letteralmente imprendibile per i difensori che tentano di placarlo. Manca di cattiveria sottoporta: troppo gigione negli ultimi sedici metri, può e deve migliorare. Voto 7
Daniele Ragatzu (6 p, 1 gol)
A neanche diciotto anni esordisce in serie A e riesce persino a togliersi lo sfizio di segnare alla Fiorentina. Gli osservatori delle big d'Europa lo tengono sott'occhio: il Cagliari ha in mano un potenziale gioiellino. Voto 6,5
L'allenatore - Massimiliano Allegri
L'uomo dei miracoli. Il miracolo originale, anzitutto: essere passato indenne alle ire e alle tentazioni di licenziamento del presidente Cellino, che ha il grande merito di aver creduto nell'ex centrocampista del Pescara. I fatti hanno dato ragione, a Cellino come ad Allegri: un gioco brioso, a tratti scintillante, ha permesso al Cagliari di concludere al nono posto, con un bottino di 53 punti e una salvezza di fatto in tasca già a febbraio. Tralasciando le batoste di Palermo e Udine, la formazione rossoblù ha sempre detto la propria, in casa e soprattutto in trasferta, dove si è tolta soddisfazioni non di poco conto: la vittoria all'Olimpico di Roma contro la Lazio, il trionfo a Torino contro la Juventus, il pareggio a San Siro contro l'Inter campione d'Italia. Partito con un'idea leggermente diversa (doppio trequartista alle spalle di una punta), ha cambiato in corsa, riprendendo immediatamente la strada tracciata da Ballardini lo scorso anno: l'allievo di Galeone ha sistemato la difesa, rilanciato elementi come Fini e Biondini e responsabilizzato definitivamente Cossu. Ha utilizzato con oculatezza talvolta eccessiva i cambi, dosando anche i baby Astori e Ragatzu. Lo spogliatoio appare unito, la curiosità di vedere nel prossimo campionato dove può arrivare questa macchina è tanta. Voto 9.
