Cellino: "Perquisizione? Siamo sereni, ma preoccupati per il progetto-stadio"
Il blitz della Guardia di Finanza prima, l'iscrizione nel registro degli indagati poi. Ore convulse per Massimo Cellino e il Cagliari, tra il sempre appassionante calciomercato e le più spinose vicende inerenti l'eterna questione-nuovo stadio. Le fiamme gialle vogliono vederci chiaro, e allora si aggiunge l'indagine su Cellino alla miriade di voci, sensazioni, smentite e liti attorno a quello che (forse? quando?) sarà la nuova casa dei rossoblù.
Nel registro degli indagati, oltre a Cellino, è finito anche il sindaco di Elmas, Valter Piscedda. L'accusa è di tentata estorsione alla Sogaer, società che gestisce l'aeroporto del capoluogo. "Siamo sereni - sbotta Cellino - e sicuri di poter spiegare le nostre ragioni, offrendo la massima collaborazione al pm. Preoccupati? Sì, non vorremmo che l’indagine possa rallentare o bloccare il progetto e, magari, subire un danno economico", ha detto all'Ansa il legale di Cellino, Giovanni Cocco. "Ci siamo sempre mossi nell’alveo della legge, col tempo la verità verrà fuori", le parole del presidente del Cagliari.
La Guardia di Finanza ha perquisito le abitazioni di Cellino e Piscedda, oltre alla sede del Cagliari Calcio e il municipio del centro dell'hinterland. Oggetto del contendere sono i terreni vicini all'aeroporto. Dove la società di gestione vorrebbe estendere lo scalo, mentre il Cagliari (e il comune di Elmas) ha da tempo in mente di edificare lo stadio. "La perquisizione? Sono sereno, la Guardia di Finanza - ha detto il sindaco Piscedda - è stata gentile e corretta. Ho messo a disposizione quel che volevano. Il progetto stadio ritengo possa andare avanti, abbiamo agito solo nel pieno rispetto delle leggi".
L’indagine, che pare nascere da un esposto della Sogaer, oltre al tentativo di estorsione a danno della società di gestione, ipotizza il concorso in abuso d’ufficio per l’accordo di programma tra la municipalità e il Cagliari. In breve, una storia delicata.
