ESCLUSIVA TC - Ninni Corda: "Ficcadenti lasci da parte l'orgoglio. Aresti goleador? Soprattutto grande portiere. Cocco pronto per la A"

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© foto di Gilberto Poggi/TuttoLegaPro.com
giovedì 15 marzo 2012, 15:00Primo piano
di Fabio Frongia
L'allenatore di Nuoro, ora al Savona, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Tuttocagliari.net. Dalla clamorosa storia del club ligure, alla vicenda legata ai gol segnati dall'ex rossoblù Aresti. Passando per il momento del Cagliari.

Difficile pensare a qualche personaggio del mondo del calcio più impegnato di lui in queste ultime giornate. Una squadra da condurre alla salvezza, in mezzo a problematiche tecniche e soprattutto con lo spettro del fallimento mai così dietro l'angolo. Fino a ieri alle ore 17.19, quando Ninni Corda e l'imprenditore Aldo Dellepiane hanno depositato l'assegno di garanzia (assieme al decurtamento degli stipendi di mister e giocatori) decisivo per scongiurare la sparizione immediata del club ligure. Non capita spesso di vedere un allenatore, entrato in simbiosi con una città prima che con la sua squadra, impegnarsi in prima persona a livello istituzionale. Lo ha fatto il nuorese, che adesso pensa al calcio giocato e alle ambizioni personali che non ha mai nascosto di avere.

Prima di tutto, complimenti per come avete gestito l'asta di ieri, evitando che andasse deserta irreparabilmente. Quali pensa possano essere le conseguenze nell'ambiente? Carica aggiuntiva o pericolo-rilassamento come talvolta accade in questi casi extra-calcistici?
“Mi ha tolto le parole di bocca (ride ndr). Ho appena finito di arrabbiarmi (il termine è ben più colorito) con i ragazzi. La doppia seduta di oggi non mi è piaciuta per niente e ho visto troppi scherzi in gruppo. Non vorrei che ora, visto che possiamo respirare un po', ci sia un calo di tensione e perdiamo di vista la realtà di classifica”.

Un Ninni Corda che, dopo aver fatto innamorare Alghero e conquistato Como, è paragonabile a un sovrano in quel di Savona.
“La giornata di ieri è stata importantissima per la società e per la città. Una città importante che mi ha accolto benissimo e con la quale stiamo portando avanti una bella storia. Con il cavalier Dellepiane c'è ormai un rapporto particolare e siamo riusciti a salvare la squadra in extremis. Adesso arriva il bello, concentrandosi sul finale di stagione e pensando al futuro”.

Ieri lo champagne (anche se Corda, astemio, ha acconsentito solo a bagnarsi le labbra), ma il Savona di recente è passato agli onori delle cronache per il suo portiere. Quel Simone Aresti diventato goleador. Ci racconta quegli istanti vissuti domenica scorsa?
“Mi viene da sorridere pensando al momento in cui Simone mi ha chiesto di andare in area avversaria. Gli altri ragazzi mi ricordavano quanto successo contro il San Marino (Savona sotto 2-1, Aresti cerca il gol e alla fine arriva il 3-1 a porta sguarnita ndr), ma ho detto 'Se te la senti, vai'. E' andata bene. Ora vediamo se riesce a entrare nella storia segnando 3 gol in stagione. Anche se Aresti in attacco vuol dire che siamo sotto nel punteggio e non è proprio quello che vorrei...”.

Talento realizzativo per Aresti o solo casualità dettata dalla disperazione?
“Secondo me un talento nel farsi trovare al posto giusto sotto porta in qualche modo lo ha. Ma voglio sottolineare le sue vere doti: quelle di un grande portiere che merita ben altri palcoscenici e al quale auguro di trovare le prime pagine per le capacità tra i pali, quelli che difende”.

Un altro ragazzo che potrebbe presto conoscere lidi più prestigiosi è Andrea Cocco. Lei lo ha allenato ad Alghero, dove è stato tra i primi ad apprezzare le sue doti realizzative. Confermate alla grande quest'anno in Serie B. Secondo lei è pronto al grande salto, possibilmente con la maglia del Cagliari?
"Innanzitutto penso che Cellino abbia fatto bene a mandarlo in prestito nel corso di questi anni. Un giovane di belle speranze, sardo, ha sempre pressione nella sua terra d'origine. Adesso sta dimostrando di essere pronto. Ha grandi qualità umane e si merita tutto quanto di buono sta raccogliendo all'Albinoleffe".

Un passato, importante e vincente, da 'svezzatore' di talenti nelle giovanili del Cagliari. Che idea si è fatto della stagione dei rossoblù?
“Non è un anno facile. Qualche cambiamento di troppo, tanti giocatori nuovi e l'incertezza sin dall'estate. Penso abbia influito molto anche la questione dello stadio. Chi ci capisce qualcosa di quella vicenda è bravo, ma spero soprattutto che Cellino non perda la motivazione e la voglia di guidare il Cagliari. Sarebbe un brutto colpo e un salto nel buio”.

Cosa ha pagato e cosa ha sbagliato, se ha sbagliato qualcosa, Ballardini?
“Difficile giudicare dall'esterno. E' arrivato carico della stima di tutto l'ambiente, ma presto ha dovuto affrontare infortuni, condizioni precarie e qualche giocatore fuori ruolo. Alla fine la sostanza è sempre una: pagano gli allenatori, che è facile ingaggiare come esonerare. E' indubbio che sia Ballardini che Ficcadenti siano due ottimi tecnici e due brave persone, ma ci sono tantissimi fattori che influenzano i risultati e quindi le carriere di noi allenatori”.

Come si dovrà comportare Ficcadenti ora che è tornato in sella? Riprendere il filo del discorso interrotto o attenersi al solco tracciato dal predecessore?
“Penso che da persona intelligente saprà fare un mix di atteggiamenti, se così possiamo chiamarlo. Dovrà innanzitutto non essere permaloso con i giocatori coi quali ha avuto problemi in passato, e non stravolgere ciò che è stato proposto da Ballardini. Poi, pian piano, potrà anche modellare la squadra secondo le sue idee. Credo però che il Cagliari abbia una intelaiatura definita e per quest'anno sia difficile pensare di prendere strade diverse dal solito. Con l'estate e le strategie future potrebbe iniziare un nuovo ciclo”.