Massimo Cellino non ha sbollito la rabbia per lo spostamento d'orario di Cagliari-Juventus e rilancia, dopo la sparata di due giorni fa: "Sono molto contrariato - spiega il patron, in un'intervista al quotidiano "Il Giornale" - perchè la Lega neanche ci ha consultati per il posticipo. Ci considera semplici sparring partner, interessano solo le grandi squadre, come se fossimo un inciampo. Il Cagliari si è già salvato? È il principio, le pari opportunità e attenzione. Io sono cocciuto".
Cellino amico di Marotta o di Galliani? Se lo chiedono in tanti: "Sono tifoso di una sola, ho un'unica moglie. Onoro il Cagliari, emblema della mia città, non ho altre simpatie. Provo soltanto spirito di rivalsa per la mortificazione subita in settimana, per questo posticipo senza preavviso. Non mi interessa che lo scudetto vada ad Allegri o a Matri, che lanciammo noi. Allegri non è più il mio allenatore, resta l'amarezza per l'umiliazione subita. Con Allegri ci salvammo in anticipi, ma nelle ultime 15 partite, conquistammo 5 punti il primo anno e 8 punti il secondo; la scorsa stagione 4 (con Donadoni) in 10. Quest'anno siamo a 42 punti, chissà come chiuderemo, certo la permanenza per noi vale sempre lo scudetto. Però fatemi sapere se adesso dobbiamo essere comparse, controfigure di noi stessi".
La questione è di principio: "Chiedo un calcio equo e rispettoso - dice Cellino - ad esempio che Lecce e Genoa giochino in contemporanea. Ah, dimenticavo, la lotta per la salvezza non interessa a nessuno. Se sarà scudetto bianconero? (silenzio, lungo sospiro) Non me ne frega. Vorrei che il titolo andasse al Lecce o all'Udinese, hanno offerto il miglior calcio del 2012".
E c'è spazio per un'altra stilettata alla Juventus- Rapporti rovinati o solo facciata? "Riuscimmo a bloccarli a metà gennaio, 1-1 allo Juventus stadium, nonostante due rigori negati. Avevamo giocato bene, preso un solo punto, senza protestare: se al primo pseudoerrore la grande società terrorizza questi poveri ragazzi che arbitrano, come fanno a dirigere con la testa libera?".
A Cagliari si pensa allo stadio (è di ieri la notizia che presto verrà ufficializzato il progetto Is Arenas per i prossimi tre anni). "Sino a luglio è impossibile giocare al Sant'Elia, un certificato del comune conferma l'inagibilità, non mi sono impuntato io. Per la prossima stagione? Non credo sarà a norma, almeno per l'avvio".
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