Ordine pubblico e spazi vuoti al "Rocco", la Juve si lamenta, i tifosi rossoblù ci ridono sopra
Al fischio finale della gara che consegna alla Juventus lo Scudetto numero 28, c'è (molto) spazio per le polemiche. Inevitabili quelle relative alla vergogna di un servizio d'ordine che, in linea con quanto si vede spesso nel disastrato Paese, non riesce a badare in modo efficiente all'ordine pubblico. Piuttosto imbarazzanti quelle innescate dall'ad bianconero Beppe Marotta circa il mancato "tutto esaurito", puntando il dito contro i prezzi esorbitanti imposti da Cellino. Almeno il presidente rossoblù ha trovato l'unico modo di rendere positiva la trasferta triestina.
La volontà, non esaudita, di premiare i vincitori sul campo subito dopo la fine della gara, và contro la tradizione, fatta di gavettoni in spogliatoio e orgasmi dei tifosi. Perché provare a cambiare copione, specie se non si è preparati? Il risultato è la baraonda di ieri, con tifosi che entrano nel tunnel, tensione e il solito circo mediatico a cercare lo scoop e il cazzotto in mondovisione.
Un trionfo per pochi, si lamenta Marotta ("Uno scrittore diceva che uno spettacolo calcistico senza pubblico è pari allo zero. Forse con prezzi diversi avremmo avuto uno stadio pieno", ha detto). 5000 bianconeri in curva Trevisan, 11000 nel resto dello stadio. Si lamentano, gli juventini, eppure teoricamente sarebbero in trasferta. Non basta aver avuto la possibilità di evitare il più scomodo (calcisticamente oltre che dal punto di vista dell'infrastruttura) S.Elia, forse si sarebbe voluto spostare la gara direttamente allo Juventus Stadium. Cosa dovrebbero dire i tifosi del Cagliari, da sei partite in perenne viaggio per la Penisola, e solo in 1000 all'ultima dei propri beniamini tra le "mura amiche"?
La rabbia del popolo bianconero è tutta in uno striscione: "163 euro per me, 100 per il bambino, e bravo Cellino". Il premio per il miglior striscione và però ai rossoblù ("Attento Conte, se arriva la bora, torni calvo in mezzora"), tra i quali gli abbonati e gli Sconvolts hanno avuto agevolazioni per salire sui charter.
A fine stagione, per partecipare alla festa Scudetto alla quale tutta Italia guarda, e soprattutto "una tantum", il gioco può valere la candela. Ma cosa ne sarà con l'inizio della prossima stagione? Mentre si attende la partenza del progetto-Quartu S.Elena (a giorni l'ufficialità dalla Giunta comunale quartese), permane l'incognita su dove si comincerà la prossima stagione: Trieste resta "favorita", con buona pace di un pubblico che già ha perso passione e garantisce di lasciare i soldi per gli abbonamenti nel portafoglio. Ma spunta anche Livorno, in un tourbillon di nomi che continuerà almeno fino a fine mese, quando (forse) si conoscerà il nome della culla adottiva per la nomade squadra, simbolo sempre più itinerante di un'intera Isola.
