Giornata piena di mestizia, rabbia e nostalgia allo stadio 'Artemio Franchi' di Firenze, dove la Viola saluta il campionato concluso con una salvezza senza gloria e un ciclo che si è chiuso e bisogna riaprire. Lo chiude Cesare Natali, che ribadisce: "Questa è stata la mia ultima partita con la Fiorentina, ringrazio per i bellissimi anni vissuti insieme". Mentre il presidente Andrea Della Valle chiede ai tifosi "10 giorni di tempo, per poi tornare a divertirci insieme". Tifosi che, in preda alla rabbia e alla nostalgia dei bei tempi che furono, si sono lasciati andare a insulti, offese verso i calciatori e cori verso ex beniamini della storia viola (Oliveira, Rui Costa, Batistuta e Baiano su tutti).
Non gradisce le offese il tecnico Vincenzo Guerini, che è tornato in panchina per le ultime due partite della stagione, dopo il caso Delio Rossi ("Delio Rossi uno di noi", hanno cantato gli ultrà gigliati). "Apprendo adesso che ADV è andato via. Oggi eravamo veramente a pezzi. A Lecce avevamo dato tutto, centrando l'obiettivo minimo. Sono dispiaciuto per la situazione che si è venuta a creare da tifoso della Fiorentina. Perché secondo me, da tifoso, queste cose non credo che facciano bene. A Lecce si era creata una situazione da dentro o fuori. Da salvare c'è che abbiamo mantenuto la categoria. Qualche giovane credo sia maturato, giovane sul quale poter costruire un futuro. Invito solo a stare attenti alle valutazioni, anche un giocatore che non ha reso al massimo in un altro contesto potrebbe essere utile. Fischi della curva? Quando è stata contestata la Famiglia, la stragrande maggioranza ha contestato i contestatori. Poi sono stati fischiati i giocatori ma onestamente potevamo aspettarcelo. Era difficile che ci applaudissero".
Sul futuro: "Le scelte vanno valutate bene, prendiamoci tempo". Si parla di Claudio Ranieri sulla panchina viola, ma il pubblico dimostra di non entusiasmarsi. "Non credo sia giusto che una società scelga in base all'umore della gente", dice Guerini, che poi lancia una stilettata a Jovetic. "Per diventare un leader ci vogliono tante qualità. Ci vuole capacità tecnica, caratteriale, ma anche esperienza. Per me è ancora molto giovane, deve migliorare sotto il profilo della personalità. Per me è sbagliato costruire la squadra su di lui, si rischia di caricarlo di troppa responsabilità.
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