Lavori al via, comincia la corsa di Is Arenas verso la serie A. Ecco le foto

Lavori al via, comincia la corsa di Is Arenas verso la serie A. Ecco le foto
venerdì 18 maggio 2012, 23:00Primo piano
di Fabio Frongia

Un esborso superiore al milione di euro. Tanto costeranno, a Massimo Cellino e alla Cagliari Calcio, le opere necessarie per rendere l'impianto sportivo di Is Arenas adatto ad ospitare i rossoblù nella prossima stagione calcistica. L'iter per riavvicinare il Cagliari ai suoi tifosi (mentre si muove qualcosa anche sul futuro del S.Elia) ha avuto un'accellerata nelle ultime ore: prima l'approvazione della convenzione tra il club e il Comune di Quartu S.Elena, poi (ieri) il blitz degli emissari della società per vedere con i propri occhi lo stato dell'impianto e del suo manto erboso.

La macchina organizzativa, che prevede anche che il Cagliari si occupi di investire per il futuro delle società sportive (ginnastica e atletica su tutte) che verranno sfrattate dall'avvento del grande calcio si muove, e i nodi circa il futuro sono sempre minori. Anche se proprio tra l'amministrazione comunale e le società potrebbero sorgere ruggini in grado di bloccare gli ingranaggi. "Trovata una soluzione", dicono dal Municipio. "Non sappiamo ancora che fine faremo. Ma non ci si poteva pensare prima?", rispondono i gruppi sportivi dalla collocazione incerta.

Le reti di recinzione sono state buttate giù, e nella mattinata odierna sono entrati i primi camion che hanno introdotto materiali e rimosso buona parte del prato.

Proprio il manto erboso sarà primo tassello dei lavori di ammodernamento, e a ruota arriveranno illuminazione, tribune e parcheggi. "Capitoli" di un libro da mandare alle stampe entro l'inizio del campionato. E i tempi da rispettare celano tutti i dubbi che mantengono vivo il fantasma di Trieste (o chi per lui) e l'eventualità di un Cagliari ancora lontano dalla sua terra e la sua gente. E le parole di Marcello Vasapollo ("Abbiamo iniziato: drenaggio, posa delle piantine, smontaggio delle tribune al Sant'Elia. Bisogna correre") dimostrano che la strada è ancora lontana dal farsi comoda.


Ecco le foto da Quartu (reportage fotografico di Federico Paparusso)

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