Il responsabile del settore giovanile del Cagliari Gianfranco Matteoli ha commentato amaramente quanto sta affiornando in questi giorni riguardo allo scandalo del Calcioscommesse che sta in questo momento investendo il calcio italiano. Il dirigente rossoblù tiene subito a precisare come non gli siano mai giunte richieste di combine: "Sono orgoglioso di non aver mai ricevuto proposte per truccare le partite. Questo significa che sapevano benissimo che non avrei mai accettato e che avrei denunciato il tentativo. Il dubbio che mi viene è come mai viene avvicinato questo o quel giocatore. Forse sanno di trovare terreno fertile". Lo scandalo rappresenta comunque per Matteoli solo una parte del calcio: "Queste notizie fanno male ma fanno parte di una società corrotta e il calcio è solo una piccola parte. Spero che le sanzioni siamo esemplari. Chi sbaglia deve pagare senza sconti. Le pene devono servire da monito per le generazioni future. Sono d’accordo con chi sostiene che i colpevoli vanno radiati". All'interno della società rossoblù comunque ci sono delle regole ben precise come spiega l'ex giocatore della squadra sarda, a partire proprio dal settore giovanile: "Noi al Cagliari abbiamo un codice di comportamento a cui attenersi. A nessuno facciamo credere che diventerà un calciatore. Educazione e rispetto delle regole sono la nostra parola d’ordine. Chi sbaglia, può essere anche il più bravo di tutti, se ne va a casa. Vigiliamo su tutto. Il presidente Cellino, come ha detto più volte, lo fa per la prima squadra, sul settore giovanile stiamo attenti a ogni minimo particolare. Noi sardi siamo persone serie". Matteoli conclude poi il suo discorso: "Non è semplice essere campioni dentro e fuori dal campo. Fa rabbia sentire che chi è un privilegiato cerchi strade illecite per arricchirsi ancora di più. Il calcio è un fenomeno sociale che coinvolge milioni di persone. Spero che i tifosi non si disamorino, ma periodicamente il pallone finisce nella bufera. Ecco perchè servono deterrenti forti, che servano per prevenire altre situazioni come quella che stiamo vivendo. Dopo l’ennesimo scandalo siamo sicuri che i tifosi non si pongano la domanda se vale la pena andare ancora allo stadio? Io credo che ci sia indignazione, perchè questi comportamenti macchiano l’immagine del nostro calcio. Stiamo perdendo credibilità e all’estero ridono di noi. E’ una piaga da affrontare seriamente. Senza perdere tempo".
Caos sul fronte mercato, contraddistinto da assalti presunti e tante voci incontrollate, e così tra allenatori sballottati da una parte all'altra e sparate infondate si assiste a quella che sembra una gara tra chi riesce a spingere più lontani da Cagliari i p...