L'arrivo in Sardegna di Nelson Abeijon risale al 10 settembre 1998. La firma sul contratto depositata di martedi. La domenica successiva si sarebbe giocata la prima di campionato, Cagliari-Inter 2-2. Ergo, l’intero precampionato saltato, avendolo fatto con l’inseparabile amico e compagno Diego Lopez, nel Racing di Santander. Dettaglio tutt’altro che trascurabile. Ventura non li vede proprio. E se i risultati arrivano, hai ragione tu, punto. E' la cinica e spietata legge non scritta pallonara. Gli equilibri erano collaudati, la mediana sinistra presieduta da De Patre e Macellari, Cucciolo O’Neill al centro, Berretta e Vasari a destra. L’anno precedente, in serie B, Marco Sanna era una sorta di dodicesimo titolare. Ma anche in A, il tecnico genovese non rinuncia a suoi fedelissimi, e la panchina è ugualmente di sua cieca fiducia: Cavezzi, Mazzeo, più Cristiano Zanetti giunto a novembre. Abeijon esordirà al “Renato Curi” di Perugia, il 13 dicembre 1998. Cagliari gagliardo nelle prime battute, Berretta tenta la percussione in area, Pagotto neutralizza con uscita kamikaze. Poi è Grassadonia dai 20 metri a non trovare lo specchio. Scarpi con volo d’angelo dice no a Melli. Rapaijc porta gli umbri in vantaggio. All’85' il Cagliari è in 10 per l’espulsione di Zanoncelli. Malgrado ciò, il Cagliari agguanta il pari con Berretta allo scoccare del 90', prima della gelida pugnalata di Maspero, che fissa il punteggio sul 2-1 al 94'. Paradossalmente, Abe rischiava di scendere dal treno una fermata prima della gloria. Estate 2003. Il Cagliari si appresta a disputare il suo quarto campionato di B consecutivo. Ma l’atmosfera è elettrizzata dagli arrivi di Zola e Festa dalla Premier League. Tradotto: non salire in A con loro dire “fallimento” sarebbe
eufemismo sarcastico. Ma in ritiro, è di nuovo Ventura contro Nelson. Un vero peccato questa macchia di Ventura, che pure tanto ha dato alla causa rossoblù, ingiusto sarebbe dimenticarlo. Ad ogni modo, qui chiede e ottiene una seconda volta la testa del guerriero. Il Cagliari non ingrana. Cellino (ma va!) esonera il mister. Al suo posto Reja. Si, questa volta è vero. Non ci saranno colpi di scena come nel ’95. Abeijon riscuote con gli interessi il credito accumulato con la sorte: il Cagliari vince 11 delle ultime 12 partite, staccando il tagliando della promozione con due gare d’anticipo, nel 3-1 inflitto alla Salernitana. Ma torniamo indietro di due sabati sera: punteggio analogo. Cagliari-Triestina 3-1. Marcatori: oltre all’immancabile Suazo, due capocciate uruguayane. Una nemesi storica. Evidenziata da Bruno Corda in radiocronaca cosi: “Diego Lopez&Nelson Abeijon, 6 anni fa maltrattati e bistrattati da Ventura, oggi trascinatori di questo Cagliari”. Senza scordare l’incornata per aprire le marcature nel pirotecnico 3-2 alPalermo. In principio era Victorino, fino a Ceppellini oggi, passando per il Principe e sa Pibinca. Intramontabile "coja" quella fra Celeste e Sardegna: due Nazioni, un cuore. Unico e indivisibile.
Ci sono cose che quando si ripetono con regolarità, magari per molto tempo, tendono a diventare (o essere considerate) banali, scontate e meritevoli di uscire fuori dal circuito mediatico. La questione relativa allo stadio del Cagliari è materia ormai conosciuta ...