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L'Unione Sarda - Quel tiro a segno su Ficcadenti

08.08.2012 12:47 di Roberto Rubiu  articolo letto 4086 volte
Fonte: Ivan Paone per L'Unione Sarda
© foto di Federico De Luca

Il suo 4-3-3 e il suo pragmatismo tattico non sono mai andati giù ai tifosi del Cagliari, che già da tempo sognano Delio Rossi. Massimo Ficcadenti però non ci bada e continua dritto per la sua strada. Dalle pagine de L'Unione Sarda il tecnico di Fermo, per la prima volta, affronta tutti i temi spinosi che lo riguardano: dalla contestazione degli ultras all'esonero dello scorso novembre, passando per il rapporto coi reduci della vecchia guardia, Conti e Cossu.

Ficcadenti, iniziamo dalle cose spiacevoli. Ad Ajaccio, come a Villamassargia, lei è stato contestato dagli ultrà. Qual è la sua reazione?

Naturalmente mi dispiace, ma un allenatore deve essere capace di sopportare anche tali cose. Penso, però, che questo clima sia dannoso più per la squadra che per me. Mi dispiace, insomma, che non ci sia un ambiente di lavoro sereno, che è quello che serve per crescere.

Lei si sarà fatto un esame di coscienza, ha capito in cosa ha sbagliato?

Non ho la minima idea dei motivi della contestazione. Nello scorso campionato, pur fra tante difficoltà, abbiamo raggiunto il nostro obietto, ovvero la salvezza. Durante l'estate non ho fatto alcuna dichiarazione nè preso decisioni legate alla squadra. Eppure, la contestazione è arrivata prima ancora che fosse battuto il calcio d'avvio della prima amichevole.

Forse, i tifosi le imputano il "taglio" di Agostini.

Ma questa è stata una decisione della società. Non si dimentichi che dopo la partita con il Genoa sul neutro di Brescia, la società decise di richiamare Agostini a Cagliari e non lo aggregò alla comitiva che si recò a Trieste per la partita con la Juventus. Eppure, allora non ci furono contestazioni nei miei confronti. La società ha dato continuità a quella decisione. Niente di più.

Magari i tifosi hanno sentito una certa sua ostilità nei confronti di Conti e Cossu, altri due veterani della squadra.

Ma quale ostilità. Fanno parte del gruppo, sinora li ho impiegati con continuità e il loro atteggiamento è stato impeccabile. Conti e Cossu restano due uomini importanti del gruppo. Altre parole mi sembrerebbero inutili.

Veniamo agli aspetti tecnici, qual è il suo giudizio sulla preparazione sin qui svolta?

Ottimo. Ho trovato un gruppo che ha voglia di lavorare, che mi ha dato disponibilità e che non si è tirato indietro, nonostante la fatica e il caldo.

Lei ha attuato una rivoluzione tattica con il 4-3-3, come stanno andando le cose?

Intanto, è un sistema di gioco che abbiamo utilizzato anche nella prima parte della scorsa stagione, e le cose non andavano male, mi pare. Non vorrei che ci incagliassimo nel discorso del trequartista. A Cossu chiedo di giocare un po' più largo rispetto al passato, ma con licenza di tagliare e di giostrare tra le linee. Credo in un calcio collettivo e offensivo.

Offensivo? Lei passa per difensivista.

E questo mi dispiace. L'organizzazione difensiva è importante, ma l'idea, quest'anno, è di giocare alti e di portare il pressing offensivo in modo da conquistare palla nei pressi dell'area avversaria.

Ad Ajaccio, nell'ultima amichevole, questo non si è visto.

E' vero, ma è un problema di condizione. Non essendo al top, non avevamo le gambe per andare "a prendere" gli avversari nelle zone alte del campo. Quando la condizione fisica migliorerà, ci riusciremo.

Inoltre, Pinilla è sembrato un po' solo nel cuore dell'area avversaria.

Stesso discorso. Dobbiamo migliorare gli automatismi e gli inserimenti. Siamo in precampionato, non dimentichiamolo, mentre l'Ajaccio sabato giocherà la prima di campionato.

Che sensazioni ha per la prossima stagione?

Io penso che possiamo divertirci e divertire i tifosi. Stiamo mettendo a punto una squadra che giochi al calcio e che non viva di improvvisazione. Chiedo ai tifosi di darci ficucia, li ripagheremo con i risultati.

Parliamo dei nuovi, Avelar, per iniziare.

Ottimo piede, grande corsa e spinta. Deve abituarsi alle esigenze tattiche del calcio italiano, come è logico per uno straniero.

Rossettini?

E' ormai un veterano della Serie A. Solido e con grande personalità.

Sau è attesissimo.

Ha svolto sinora un ottimo precampionato, adesso ha rallentato per un affaticamento muscolare. Sono molto soddisfatto ma non pressiamolo troppo, per favore.

Il barometro dei rapporti con Cellino cosa segna?

Alta pressione, come in questi giorni in Italia.

L'esonero del novembre scorso non ha lasciato strascichi?

Non nascondo che ci rimasi male, perchè consideravo la decisione ingiusta. Eppure, abbiamo superato il problema e Cellino mi è rimasto simpatico anche quando mi ha costretto a restare a casa a soffrire. Nonostante il dispiacere, non riuscivo ad avercela con lui. Figuriamoci dopo che mi ha richiamato.


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