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Marroccu: "Ficcadenti mai così saldo, Larrivey resta almeno fino a gennaio"
21.09.2012 00:02 di Fabio Frongia
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Giorni concitati, tra uno stadio da riempire e una partita delicatissima da preparare. Di fronte la Roma, futuro prossimo di un momento storico occupato tutto dall'annosa questione che pare irrisolvibile. Si preoccupa il direttore generale Francesco Marroccu, nel giorno in cui anche il capitano della squadra si è lanciato in appelli accorati. "È una situazione grave per tutta la Sardegna", esordisce a TuttoMercatoWeb.com il dg, che prosegue sulla linea intrapresa dalla società, provando a fare leva sul valore extracalcistico della squadra. "Il Cagliari rappresenta una regione e ci ritroviamo adesso a giocare la seconda partita casalinga senza pubblico. Questo è un danno incalcolabile, sportivo e d'immagine", sostiene, non si sa bene se per incolpare chi ha deciso per il regime di porte chiuse "In genere le istituzioni si schierano a favore delle squadre che rappresentano una città, anzi nel nostro caso una regione. Noi abbiamo trovato tantissimi ostacoli, che pensavamo potessero essere superati, perché non siamo solo una squadra di calcio, ma la gente si identifica nel Cagliari. Che la squadra non giochi nel suo stadio è una sconfitta, che lo faccia senza i suoi tifosi è ancora peggio. Una debacle. Spero veramente in un ripensamento da parte di chi di dovere".
La tesi è chiara: il Cagliari rappresenta un'Isola, un intero popolo, per questo l'Autorità di Pubblica Sicurezza deve dare l'ok a giocare in uno stadio-cantiere. E al diavolo il traffico, il diritto di chi abita nella zona limitrofa all'impianto a poter vivere serenamente e senza stare barricato in casa. Non conta neanche l'incolumità di steward e tifosi, addetti ai lavori e poliziotti. Senza chiamare in causa incidenti (comunque da preventivare), anche la singola casualità potrebbe creare problemi seri in un ingranaggio per nulla organizzato e preparato. Meglio pensare al calcio giocato, anche se la preoccupazione sul fatto che la sfida con la Roma finisca in secondo piano è tanta. "La cosa più grave di tutta questa vicenda è che l'attenzione sta calando. Tutta la settimana squadra, società e staff, siamo stati impegnati a difendere il futuro. Il mio rammarico è quello di non aver potuto preparare la partita come si deve. Tutti noi abbiamo pensato a difendere i nostri diritti. Al posto della Roma poteva esserci il Milan o un'altra squadra, ma tutte le partite giocate in questa situazione non avranno lo stesso sapore di una gara giocata come è normale che si giochi. Spero, come detto, in un colpo di coda". Di fronte ci saranno Totti e Zeman: "Si tratta di una squadra temibile al di là del risultato di domenica scorsa. Ha forza, societaria e di squadra. È una grandissima realtà e sicuramente la partita avremmo voluto affrontarla in un altro modo".
Si parla di un Ficcadenti in bilico. Sabato si è salvato dalla sfida con Sannino, prima vittima del campionato. Ma il gioco rossoblù non piace, e l'ombra di Delio Rossi ha aleggiato in settimana. "I media lo avevano già preannunciato, ma credevo che a Sannino venisse concessa qualche possibilità in più. Comunque da parte mia non sarebbe corretto pronunciarmi su un argomento che conosco superficialmente. Bisogna rispettare la scelta dei dirigenti del Palermo. Le voci su Ficcadenti danno fastidio, perché il mister è al Cagliari per il secondo anno e dopo essere stato richiamato e confermato è ben saldo sulla sua panchina. Anzi, non è mai stato così saldo come adesso". Le permanenze di Nainggolan e Astori, i riscatti di Dessena e Pinilla. Simboli di un mercato che ha riportato a casa Sau e introdotto Avelar, ancora oggetto misterioso. "Il voto al mio operato sul mercato dovrebbe darlo il presidente, perché è l'artefice di tutto ciò che avviene al Cagliari. Dal punto di vista tecnico il nostro mercato, tra giugno e luglio, è stato dispendioso e gratificante, perché Cellino non ha badato a spese". Chiusura su Larrivey. Marroccu spegne le indiscrezioni che parlano di una clamorosa e imminente rescissione a nove mesi dalla scadenza del contratto. "Ha fatto un buonissimo precampionato con noi e così abbiamo perso l'attimo per cederlo, visto che aveva delle richieste che però non ci convincevano pienamente. La rescissione è fuori da ogni logica. Larrivey rimarrà con noi fino alla scadenza del contratto, o a gennaio valuteremo le opportunità che si presenteranno". Altre notizie - Primo Piano
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