Il Cagliari cerca uno stadio oltremare, le istituzioni provano a ricucire. Giovedì incontro Serra-Lega-Prefetto
Il giorno dopo l'ufficializzazione dell'abbandono di Is Arenas da parte del Cagliari Calcio le sensazioni sono simili allo smarrimento, alla totale incertezza su quel che sarà. Si prova a raccogliere i cocci di una guerra infinita che per ora lascia soltanto macerie, tra antiche posizioni che riemergono, rimostranze e possibili soluzioni proposte per il futuro più prossimo.
Nella giornata di ieri si era fatto sentire il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, numero uno di quella città dalla quale tutto partì, personaggio che per primo aveva avuto lottato per far rispettare le regole, scatenando il putiferio, ovvero la reazione quasi vendicativa di Massimo Cellino. Oggetto del contendere lo stadio S.Elia, abbandonato un anno fa esatto ma ancora nel cuore dei tifosi, che si dividono tra coloro i quali sarebbero disponibili a tornare nel vecchio impianto e i "duri e puri", quelli del "Zedda ha voluto tutto ciò, adesso al S.Elia ci giochi da solo".
Lo stadio cagliaritano è comunque in condizioni fatiscenti, forse peggiori di quelle che nel 2002 portarono all'installazione delle tribune innocenti e dieci anni dopo a chiudere le porte dopo un breve periodo di capienza limitata. Il sindaco di Cagliari precisa: "Servirebbero i tempi giusti per i lavori e il pagamento di un canone d'affitto ancora da determinare - ha detto Zedda ieri - Il Sant'Elia è a disposizione, ma è il Cagliari a dover chiedere di poterlo utilizzare".
Non si può prescindere dai lavori, ma da via Roma non c'è nessuna preclusione per i colori rossoblù. Anzi, il concorso di idee lanciato di recente (LEGGI QUI) potrebbe vedere la società di viale La Playa in pole position, qualora questa lo volesse. "Se la società Cagliari Calcio chiedesse di poter utilizzare lo Stadio Sant'Elia, e questo è un passaggio fondamentale, non ci sarebbero ostacoli da parte del Comune di Cagliari - continua Zedda - Tutto in attesa del nuovo Sant'Elia, per cui il concorso di idee internazionale va avanti. Concorso che nelle sue linee guida prevede uno stadio destinato al calcio, all'inglese, con la presenza di tribune modulari in modo da mantenere la pista d'atletica al di sotto e conservarne la vocazione olimpica".
Un anno fa venne interrotta la convenzione con il Cagliari Calcio, in scadenza a fine 2013, a causa delle inadempienze della società rossoblù denunciate dall'amministrazione comunale. Mai un euro (dei 50mila annuali dovuti) è stato versato al Comune, che adesso attende i responsi giudiziari, prima di parlare dello svolgimento dei lavori e dell'eventuale utilizzo dell'impianto. Due le cause in corso: la prima ha visto la condanna in primo grado del Cagliari Calcio a pagare due milioni di euro, la seconda vede il Cagliari chiedere 25 milioni di euro di rimborso per i lavori di manutenzione fatti per conto del Comune.
In questo contesto, che fa riferimento ai mesi (e agli anni) passati e guarda al futuro non immediato, la priorità resta la definizione della sede degli ultimi match casalinghi del Cagliari in questa tribolata stagione. Mentre da viale La Playa ci si è già attivati per organizzare i trasferimenti a Rieti o Trieste, il prefetto Achille Serra promette battaglia, dopo il precedente fallimento allorché fu chiamato a trovare una soluzione per l'apertura al pubblico di Is Arenas. "Giovedì, assieme al dg della Lega, Brunelli, incontreremo il Prefetto di Cagliari e il vicesindaco di Quartu Sant'Elena, per una riunione che ritengo definitiva e nel corso della quale cercheremo di riallacciare dei rapporti inizialmente tesi, quindi caratterizzati dall'incomprensione reciproca. Dopo una prima fase di inappropriatezza, il Cagliari ce l'ha messa tutta per favorire l'ingresso dei tifosi - ha detto Serra - ma mi sembra ci sia stato un irrigidimento del Comune. Di certo, il Cagliari ha assunto una posizione molto dura, anche comprensibile. Ci batteremo affinchè la partita contro l'Inter si giochi in quello stadio, garantendo l'ingresso almeno agli abbonati. Se non dovessimo riuscirci, condivido la preoccupazione di Galliani sulla validità del campionato. In ogni caso, posso dire che se paragoniamo Is Arenas ad altri impianti - ha concluso - qualche stadio dovrebbe chiudere. Ci vuole anche un pizzico di buon senso".
Serra, come detto, incontrerà anche il prefetto Alessio Giuffrida. "L'incontro dovrà verificare quali opere siano effettivamente realizzabili e quali saranno i tempi di effettiva conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza del Comune, il rilascio della licenza di agibilità, senza la quale, com'è noto, non é consentito l'utilizzo della struttura", ha detto il rappresentante del Governo.
