Eterna Dinamo Sassari. Domina, soffre e poi i suoi uomini più esperti la portano in trionfo (2-0 nella serie)

Eterna Dinamo Sassari. Domina, soffre e poi i suoi uomini più esperti la portano in trionfo (2-0 nella serie)
© foto di Legabasket, Ciamillo-Castoria
sabato 11 maggio 2013, 23:22News
di Fabio Frongia

Se l'è vista brutta, ma alla fine la Dinamo Banco di Sardegna Sassari andrà a Cantù avanti 2-0 nella serie di quarti di finale e con la certezza di poter tornare a casa per chiuderla. Non si può sempre dominare ed esaltarsi, e forse meglio che si sia cominciato subito a sbucciarsi le ginocchia, prima di svegliarsi bruscamente di fronte alle difficoltà. Benvenuti ai playoff, e buonanotte a una Lenovo Cantù rigenerata dopo la batosta subita in gara-1, arrivata sul +8 alla penultima sirena e pronta a far salire un po' di fiducia in più sull'aereo.

La vittoria sassarese è tutta nello sforzo profuso nel quarto finale, con tanti padri e un grande leader: capitan Manuel Vanuzzo (10 punti, 2/2 da 2, 2/3 da 3) autore delle due triple che hanno permesso il sorpasso a 3' dalla fine (73-68), dopo una fine di terzo quarto (48-56) che aveva cancellato il dominio del primo tempo (chiuso sul 38-33). Prima di Vanuzzo era stato l'ex di turno Bootsy Thornton (15, 3/5 da 2, 2/4 da 3 e 3/3 ai liberi), 35 primavere e non sentirle, a trainare la riscossa isolana, con 6 punti in fila necessari per ricucire lo strappo all'11' (54-57). C'è, ovviamente, tanto dei cugini Diener (infallibili ai liberi col loro 6/6 ) nella rimonta inflitta a una Cantù priva di Pietro Aradori, fulminante in avvio di gara-1 ma sparito presto dalla stessa e tenuto fuori oggi a causa di un'elongazione. E così coach Trinchieri ha dovuto fare di necessità virtù, consegnandosi nelle mani dell'ultimo arrivato, quel Joe Ragland che ha praticamente cercato di fare pentole e coperchi, e per poco non riusciva nel suo intento, in chiusura di un match da brividi.

L'avvio era stato tutto sassarese, dopo un inizio punto a punto (11-10 al 5') e il primo allungo firmato difensivamente dai "gregari" Devecchi e Sacchetti, in una fase in cui si era saliti a +6 (18-12) ma si sbagliava molto da ambo le parti. Brutte lune per il futuro immediato, perché i tiri non andavano dentro e Cantù riusciva a riorganizzarsi con Scekic (12 punti con 5/6 da 2 e 4 rimbalzi) a mettere in crisi i lunghi sardi (23-20), presto consolati dalle scorribande di Travis Diener (20, 4/10 da 2, 2/7 da 3 e 7 assist), il cui assist per alley-oop veniva imitato poco dopo dal cugino Drake, autore di 18 punti, 5 assist e 5/12 dal campo (33-26 e timeout Trinchieri).

Era il "cardinale" Mazzarino a trascinare i suoi a cavallo dell'intervallo lungo, preparando il terreno per il sorpasso, che arrivava col 44-41 canturino a metà terzo quarto. Periodo sanguinoso per Diener e soci, con Ragland a farla da padrone sin da allora e Leunen a firmare il canestro sulla sirena.

Il resto è detto, prodezza tattica e caratteriale di una squadra eterna, che andrà nel catino brianzolo dove Cantù ha da sempre costruito finali scudetto e partecipazioni all'Eurolega. Servirà difesa, quella che è mancata dentro l'area nella fase centrale sugli aiuti contro le giocate dei vari Tyus (13 punti, 6/8 da 2, 0/0 da 3 e 1/2 ai liberi) e soprattutto Ragland (24, 8/11 da 2, 1/6 da 3, 5/6 ai liberi), già designato come bestia da abbattere, e magari battezzare dai 6.75 metri, per ottenere almeno un successo sulle due prossime trasferte.