Bresciano, 71 anni, in carriera sette promozioni in serie A, una Coppa Uefa (1998) e un Torneo Anglo-Italiano (1993). Ha vinto la Panchina d'Oro nel 1998
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© foto di Federico De Luca
In vista dell'incontro di domani pomeriggio tra Inter e Cagliari, TuttoCagliari ha intervistato Gigi Simoni, ex allenatore dell'Inter nel biennio 1997-99, protagonista del famoso Juve-Inter del fallo non concesso di Iuliano su Ronaldo e vincitore dell'ultimo trofeo europeo nerazzurro, la Coppa Uefa del 1997-98. Simoni, 71 anni, è attualmente direttore tecnico del Gubbio, militante in Lega Pro, Seconda Divisione girone B.
Mister, come ha visto le due squadre fino a questo punto del campionato?
Beh, il Cagliari gioca un bel calcio, è guidato molto bene da Allegri, un bravo tecnico che ha velocemente bruciato le tappe. Tra i rossoblu si vive un buon momento, grazie alla indubbia qualità dell'allenatore e alla tranquillità della società: il giusto mix che produce serenità nello spogliatoio, cosa che si riflette poi nelle prestazioni in campo dei calciatori. Dall'altra parte l'Inter è davvero una grande squadra, con un organico eccellente, che permette di affrontare al meglio ogni tipo di problema di infortuni o squalifiche: una squadra ovviamente temibilissima.
La sfida di domani è l'occasione per vedere contro due tecnici vincenti e “glamour”, Max Allegri e Josè Mourinho. Qual è il suo pensiero a riguardo?
Come dicevo prima, molti meriti dell'ottimo rendimento del Cagliari vanno ascritti ad Allegri, che mi piace sia come allenatore sia come carattere, essendo davvero simpatico e brillante. Mourinho è un bravo allenatore, aldilà di discorsi sulla simpatia, che lasciano il tempo che trovano: i suoi giocatori lo stimano e lo seguono tantissimo, il che crea una grande armonia dentro lo spogliatoio. Detto ciò, bisogna riconoscere che se il portoghese non è stato premiato da noi, come suoi colleghi, per due anni consecutivi, qualcosa vorrà dire. Solitamente la Panchina d'Oro andava al tecnico la cui squadra era vincitrice dello scudetto o della Champions League: negli ultimi due anni, ciò non è avvenuto, con Cesare Prandelli prima, con Massimiliano Allegri quest'anno. E questo perchè, a mio parere giustamente, nell'assegnazione del premio sta passando un concetto diverso: non è obbligatorio premiare chi vince, ma è giusto evidenziare chi è che lavora meglio, chi produce di più in base alle risorse che ha. Faccio il mio esempio: io in carriera ho ottenuto sette promozioni dalla serie B alla serie A (Genoa 1976 e 1981, Brescia 1980, Pisa 1985 e 1987, Cremonese 1993 e Ancona 2003), ma mica il merito era tutto mio, dal momento che tutte quelle squadre vinsero il campionato perchè erano più forti delle altre. Come dissi una volta, al mio posto avrebbe potuto allenare un qualsiasi tifoso, il risultato sarebbe stato comunque vincente. Riportando quest'esempio all'oggi, Mourinho è sicuramente bravo, ma ha anche grandi vantaggi, vista la rosa che ha. Per questo trovo più giusto che a vincere il premio di miglior allenatore sia stato Allegri, che ha saputo cogliere il massimo, e forse anche di più, dai propri giocatori: non certamente scarsi, ci mancherebbe, ma non certo paragonabili alla rosa dell'Inter.
Parliamo di Europa. L'Inter tra una ventina di giorni ospiterà il Chelsea, per l'andata degli ottavi di finale di Champions League, alla ricerca della consacrazione internazionale. Il Cagliari invece, zitto zitto, punta ad un posto in Europa League. Quali sono le reali possibilità che tutto questo si verifichi?
Per l'Inter si tratta di confermare anche in Europa quanto ottiene in Italia, dove anche se non gioca bene, riesce sempre a rimontare e spesso a vincere. Ma con la rosa che ha, con gli innesti di quest'anno, può sicuramente ambire a tutti i traguardi che insegue. E' qui che l'Inter dimostra di essere una grande squadra: in sede di mercato ha puntato a rinforzarsi acquistando veri campioni, primo tra tutti Sneijder. Branca è andato a colpo sicuro, ha preso un grande campione, proveniente dal Real Madrid, pagandolo pure meno di quanto valga realmente. Serviva un centrale difensivo? Ecco che è arrivato Lucio, il capitano della nazionale brasiliana. Un difensore vero, non una scommessa. E lo stesso è avvenuto con Milito, Eto'o, Motta, Pandev e via dicendo. Ciò che non si può dire per le avversarie, ad esempio. Prendiamo la Juve: da quando è risalita in serie A, non ha mai potuto realmente competere con l'Inter, scegliendo pure giocatori bravi sì, ma non campioni. Non me ne vogliano i vari Grygera, Poulsen, Candreva e compagnia cantante: tutti bravi calciatori, ma non campioni.
Per quanto riguarda il Cagliari non ha certamente al momento una rosa che possa essere competitiva in Europa, ma il gruppo è praticamente lo stesso da un paio d'anni, è formato anche da giocatori che hanno vissuto la serie B e che conoscono bene tutto l'ambiente. In più affronta un momento davvero felice, in cui tutto è possibile. Io dico che per ora può puntare davvero in alto, anche perchè no alla Champions, dal momento che poche delle squadre che gli sono sopra in classifica hanno un gioco così bello e produttivo, riuscendo soprattutto ad essere continui come la squadra di Allegri. Il Milan, a seconda delle assenze di uomini come Nesta, Pirlo o Borriello, in questo momento perde terreno, così come la Juve o la Fiorentina. Con un pizzico di fortuna, il Cagliari potrebbe approfittare delle defaillances di queste squadre, per ambire ad un posto in Europa.
Il Cagliari ha dimostrato, nelle partite del girone di andata contro le “grandi”, di volersela giocare fino in fondo: ha vinto contro la Juventus, ha lottato contro la Roma, ottenendo un prezioso pareggio, ha perso contro le milanesi, ma sempre di misura. Domani, che partita si aspetta?
Onestamente, credo che il pallino del gioco sia tutto in mano della squadra di Mourinho. Il Cagliari proporrà il suo consueto gioco, che gli ha permesso questo rendimento continuo. Ma penso che sarà l'Inter a decidere le sorti dell'incontro: questa squadra ha dimostrato quest'anno che con un paio di accelerazioni delle sue punte può ribaltare qualsiasi tipo di risultato, in qualunque momento della gara; è lei che decide quando vincere. Detto questo però, va detto che anche se il pronostico può essere del 80-90% a favore dei nerazzurri, Allegri non va certo a Milano per perdere: sono sicuro che vorrà dimostrare tutta la sua abilità tattica e cercherà in tutti i modi di mettere in difficoltà il collega portoghese. Aldilà delle assenze (per citare solo gli ultimi indisponibili: Sneijder e Lucio per l'Inter, Cossu e Marchetti tra i rossoblu), se penso ad un giocatore che possa davvero giocar bene domani mi viene in mente Daniele Conti, che ha avuto un miglioramento negli ultimi anni davvero eccezionale. Può far da esempio ai suoi compagni, che da lui possono trarre certamente determinazione e personalità: è stato bravo a costruirsi una carriera, dopo le promesse inizialmente non mantenute. Mi fa davvero piacere, anche perchè sono amico del padre Bruno, che è stato mio giocatore ai tempi del Genoa.
Mister, per chi tifa domani?
Guardi, io non tifo per nessuna squadra, aldilà della mia incrollabile fede granata, ma ho delle simpatie per determinate squadre, a seconda degli allenatori o dei presidenti in carica. E devo dire che quando il Cagliari fa risultato a me fa sempre piacere, anche perchè stimo il presidente Cellino: certo, a volte può essere più o meno focoso, ma ha dimostrato, negli anni, di capirci davvero di questo sport, dote comune tra i suoi colleghi. E ritengo un piccolo cruccio il fatto di non essere mai riuscito ad allenare questa squadra: ci son stati in passato dei contatti, specialmente in due situazioni, ma non se n'è mai fatto nulla. Peccato.