na sfida impossibile. Tra una squadra, l’Inter, costruita con una montagna di milioni di euro, e un’altra, il Cagliari, che arriva a Milano senza pensieri. Una sfida tra due tecnici, Mourinho e Allegri, dagli stili diversi, che si rispettano ma non si amano.
Una partita dal risultato scontato? Per niente. Nelle ultime stagioni se c’è un avversario che ha fatto soffrire i nerazzurri, è stato proprio il Cagliari. Una vittoria in casa e un pareggio (1-1) allo stadio Meazza nello scorso campionato per i rossoblù, sconfitta al Sant’Elia (1-2) nella partita di andata, ma con tante recriminazioni.
I dubbi. Tanti quelli di Massimiliano Allegri. A partire dal sostituto dello squalificato Cossu: Jeda o Lazzari dietro gli attaccanti? E chi affiancherà Matri in avanti: Nenè o Larrivey? Oppure sarà Jeda a fare la seconda punta? In porta giocherà il nuovo arrivato Agazzi, mentre al centro della difesa ci saranno Canini e Astori, entrambi scuola Milan, con il primo che taglierà il traguardo delle cento presenze in maglia rossoblù. Tutti i nodi verranno sciolti solo a poche ore dall’inizio della gara. E’ stata una notte di riflessione per l’allenatore del Cagliari, consapevole che in casa della squadra che sta dominando il torneo sarebbe un suicidio pensare solo a difendersi.
Gli avversari. Vincono sempre, eppure le polemiche sono all’ordine del giorno. Tra Mourinho e Balotelli i rapporti restano tesi, nonostante le «carezze» del portoghese nella conferenza stampa di ieri. Difficile che l’attaccante giochi dall’inizio, per lui la panchina è quasi certa. E’ invece probabile che Mou schieri il tridente, proponendo Pandev ed Eto’o insieme a Milito. Zanetti sarà avanzato a centrocampo, con Cambiasso e Thiago Motta formerà una diga a protezione della difesa. Mancheranno Lucio e Snejider, entrambi squalificati. Pesante l’assenza dell’olandese, mancando anche Stankovic, Mourinho è praticamente obbligato a cambiare modulo.
La sfida nella sfida. Allegri ha già vinto il primo round contro il suo collega portoghese, in settimana ha vinto la Panchina d’oro. Riconoscimento al grande lavoro svolto la scorsa stagione, con risultati di rilievo. A Milano non l’hanno presa bene e, addirittura, hanno ironizzato. Mourinho ci è rimasto male, non lo ha detto ma lo ha fatto capire. Normale che oggi sia ancora più motivato a vincere, per dimostrare che è lui il più bravo. Ma Allegri ha già dimostrato di avere una grande qualità, quella di saper leggere le partite in corsa. Oggi potrebbe rivelarsi determinante.
Cellino. Il presidente oggi dovrebbe essere in tribuna. Vuole godersi lo spettacolo e sotto sotto spera di fare un dispetto al suo amico Massimo Moratti. Ieri, interpellato su un possibile addio di Allegri al termine della stagione, ha confermato che se il tecnico fosse chiamato da una grande squadra, lo lascerebbe andare. Evidentemente ha già individuato il sostituto (Bisoli?). Dopo la delusione per il mancato acquisto del West Ham, tre punti alla Scala del calcio sarebbero un risarcimento coi fiocchi.
L'aveva detto, alla vigilia, Pierpaolo Bisoli: "Il mio Cagliari ha 65 minuti di autonomia a pieni giri. Stiamo lavorando per innalzare questo limite". E' uomo dai pochi fronzoli il tecnico di Porretta Terme e lo si capisce anche da queste piccole cose, che te...