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 Mercoledì 8 Settembre 2010
RASSEGNA STAMPA
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RASSEGNA STAMPA
Unione Sarda - Troppa Inter per il Cagliari
Tris nerazzurro: Allegri si inchina a Mourinho
08.02.2010 08:58 di Francesco Aresu   articolo letto 118 volte
© foto di Alberto Fornasari

Il Cagliari si ferma a sei risultati utili consecutivi (vittorie con Bologna e Livorno, pareggi con Napoli, Roma, Siena e Fiorentina), travolto dall'Inter lanciata verso lo scudetto. La vittoria nerazzurra non è mai stata messa in discussione, tranne che poco dopo la mezzora del primo tempo, quando due episodi sfavorevoli hanno impedito al Cagliari di riaprire la partita e di cercare di dire la sua. Invece, il gol iniziale di Pandev, il raddoppio di Samuel e la terza rete del solito Milito (che al momento è sicuramente l'attaccante più forte del mondo) hanno trasformato l'assolato ma freddo pomeriggio milanese in una festa nerazzurra, dove anche Balotelli, inizialmente escluso da Mourinho, ha avuto modo di raccogliere la sua dose di applausi, entrando nel finale a partita ampiamente archiviata. Per la prima volta dopo diciotto partite, l'attacco del Cagliari è rimasto a secco. A dire il vero, Matri la sua rete l'aveva segnata ma l'arbitro, accogliendo un'errata segnalazione dell'assistente, l'ha annullata per un fuorigioco inesistente.
Allegri, per rimpiazzare i quattro titolari assenti (Marchetti Pisano, Lopez e Cossu) ha imboccato la strada più rischiosa, scegliendo un atteggiamento iper offensivo in modo da costringere l'Inter a guardarsi le spalle e a non stringere d'assedio la porta di Agazzi, esordiente in serie A, prelevato in fretta e furia dalla Triestina nelle ultime ore di calciomercato per far fronte all'emergenza portieri. Quindi, Dessena terzino destro, Jeda sulla trequarti, Matri e Nenè coppia d'attacco, Unico reparto invariato rispetto alla precedente gara con la Fiorentina, il centrocampo, con Conti, Biondini e Lazzari. A fronteggiare il tridente Pandev-Milito-Eto'o, assetto preferito da Mourinho in assenza del rifinitore titolare Sneijder (squalificato) e di quello di riserva Stankovic (infortunato), oltre a Dessena, due giovani come Canini e Astori a cui ha fatto da balia il veterano Agostini, unico rossoblù ad aver giocato tutte le partite dal primo all'ultimo minuto. Uno stakanovista, al pari del capitano nerazzurro Zanetti.
L'avvio dell'Inter è stato poco convincente ma i nerazzurri, in virtù di individualità di spicco e di un'organizzazione di gioco finalmente degna dell'organico a disposizione di Mourinho, sono riusciti ugualmente a passare in vantaggio dopo una manciata di minuti. Ha influito l'accelerazione prepotente di Zanetti sulla destra, vanamente inseguito da Lazzari, ma anche la sfortuna che, sotto forma di un doppio rimpallo Astori-Canini, ha permesso a Pandev di battere un comodo rigore in movimento a due passi dal povero Agazzi. Il portiere rossoblù ha vissuto quarantacinque minuti difficili, anche perché al 19' Samuel, marcato mollemente da Canini, su angolo di Maicon, ha portato l'Inter in doppio vantaggio, dando l'impressione di aver chiuso la pratica. E, in effetti, l'Inter sino alla mezzora non ha avuto particolari problemi ad arginare un Nenè evanescente e un Matri in difficoltà. Solo Jeda, con micidiali accelerazioni e un palleggio raffinato, dava qualche grattacapo alla Maginot nerazzurra. Dall'altra parte, Pandev agiva più da trequartista che da ala, dando modo a Lotito di mangiarsi ancor più le mani per averlo perduto a parametro zero.
Dal 34' al 37', due episodi che avrebbero potuto imprimere una svolta favorevole al Cagliari. Al termine di un contropiede, Matri ha trovato il modo di battere Julio Cesar con una pregevole conclusione. Mentre i rossoblù festeggiavano, l'ineffabile assistente Pirondini, che operava sotto la tribuna centrale, restava immobile a segnalare una posizione di fuorigioco dell'autore del gol. Matri, effettivamente, era al di là dei difensori nerazzurri ma era stato servito da un tocco all'indietro di Santon che, quindi, aveva rimesso in gioco l'attaccante rossoblù. Inutili le proteste del Cagliari. Poco dopo, è stato Julio Cesar, con uno straordinario avvitamento, a mettere in angolo una mezza rovesciata di Nenè, appostato al limite dell'area piccola, che stava già pregustando il suo secondo gol a San Siro, dopo quello segnato al Milan. Due eventi sfavorevoli al Cagliari. Se almeno uno dei due avesse avuto un epilogo diverso, la partita si sarebbe riaperta, con tutta la ripresa ancora da giocare.
Invece, non solo il Cagliari è tornato in campo dopo l'intervallo sotto di due gol, ma dopo appena due minuti ha incassato il terzo, che ha fatto calare il sipario con ampio anticipo. Al termine di un dialogo stretto tra Eto'o, Pandev e Milito, il Principe ha avuto la freddezza di superare Agazzi, realizzando il quattordicesimo gol in campionato, anche se ieri, a causa della tripletta dell'udinese Di Natale al Napoli, ha perso il titolo di capocannoniere del torneo.
A quel punto, per il Cagliari è scesa la notte. Inutili i cambi di Allegri, che ha richiamato uno spento Nenè per inserire Larrivey, gettato nella mischia Barone per Biondini e, infine, fatto esordire in serie A il neo acquisto Nainggolan, sostituendo Jeda, l'unico della prima linea ad aver dato qualche segno di vivacità. Mourinho si è divertito variando la squadra con Mariga, Muntari e, appunto, Balotelli, ma è stato mero esercizio di stile. Adesso lo Special One ha altri pensieri per la testa: la Champions League.


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