Bastone e carota per questo Cagliari che, evidentemente, stuzzica, e non poco, la sua fantasia. Le stilettate nei confronti del collega Max Allegri si sprecano, poi Josè Mourinho esalta i rossoblù in generale. «Una squadra di qualità», la definisce più volte. «E il fatto che abbia subìto una sconfitta così netta soltanto contro l'Inter è un motivo di orgoglio per me e per i miei giocatori».
Le polemiche sulla Panchina d'Oro (vinta lunedì a Coverciano dal tecnico rossoblù proprio davanti al portoghese) hanno lasciato il segno. «Ma chi se ne frega», taglia corto Mou. «Se avete tempo vi racconto tutti i premi che ho ricevuto io in carriera, ma premi veri», sbotta nell'affollata (e divertita) sala stampa del Meazza. La verità è che non gli sono andate giù alcune dichiarazioni di Allegri che aveva definito «noioso» il gioco nerazzurro. «Certo non posso dire che il campionato è chiuso, questo non si può mai dire, ma abbiamo dato un grosso segnale alle concorrenti sul piano del gioco», mostra il petto l'ex allenatore di Porto e Chelsea, «lo ha detto pure Leonardo poco fa». E Allegri? Smorfia sibillina. Poi l'ultimo affondo: «Lascia tornare a casa sola la sua squadra con zero punti mentre lui se ne va in tv. Io questo non l'ho mai fatto».
Insomma, tra i due non c'è proprio un grande feeling, anche se Allegri, venti minuti prima, aveva evidenziato la stretta di mano con la quale aveva salutato Mourinho prima della partita. Il diretto interessato nerazzurro va oltre, ma indirettamente si complimenta con l'avversario. «Solitamente chi viene qui a Milano piazza due pullman davanti alla difesa, il Cagliari, invece, è venuto in aereo e ha affrontato la partita a viso aperto qualunque fosse il risultato. Sull'1-0, sul 2-0 e ancora sul 3-0, ha sempre cercato la via del gol», sottolinea l'allenatore dell'Inter. «Davanti ha giocatori di qualità, i centrocampisti veloci e anche dietro partecipano alla costruzione dell'azione». Applausi. «Il Cagliari merita i 32 punti che ha, anche 35 visto che deve recuperare una partita». Alla vigilia Mourinho aveva individuato in Conti la chiave del gioco rossoblù. «È lui il vero organizzatore. Per questo ho chiesto a Pandev di andare a prenderlo durante la fase difensiva. E lui lo ha fatto nel migliore dei modi». A proposito dell'ex attaccante macedone della Lazio: Mourinho dice di non essere affatto sorpreso. «Aveva fame, una fame incredibile di calcio, di giocare e vivere emozioni». Magari è un po' troppo taciturno, ma questo all'Inter pare essere più un pregio che un difetto. «È qui da più di un mese e non ho ancora sentito la sua voce, ma in campo il suo piede sinistro parla tanto».
Nerazzurri avanti tutta. «Questa vittoria sul Cagliari è fondamentale», afferma ancora il tecnico. «In generale il mese di gennaio ha dato parecchia autostima e fiducia alla mia squadra, solida e compatta in ogni zona del campo». E la classifica è una pacchia. «Tre punti in più noi, due in meno il Milan. E siamo sopra di dieci». E con un attacco super. Milito, Pandev, Eto'o, Balotelli. «Se per qualcuno scegliere ogni domenica è un problema, per me è il massimo della vita». Poi ammette: «Non vorrei essere nei panni di chi gioca contro l'Inter e quindi se li ritrova davanti, sarei il primo ad aver paura». Devastante.
L'aveva detto, alla vigilia, Pierpaolo Bisoli: "Il mio Cagliari ha 65 minuti di autonomia a pieni giri. Stiamo lavorando per innalzare questo limite". E' uomo dai pochi fronzoli il tecnico di Porretta Terme e lo si capisce anche da queste piccole cose, che te...