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 Mercoledì 8 Settembre 2010
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DOPO IL BUON ESORDIO DI PALERMO, COSA CI SI PUÒ ATTENDERE DAL CAGLIARI DI BISOLI?
  Una salvezza ottenuta lottando
  Un tranquillo campionato di metà classifica
  Una cavalcata esaltante che porterà in Europa

La carica degli esordienti
Prima gara in rossoblu per Agazzi e Nainggolan
08.02.2010 11:17 di Francesco Aresu   articolo letto 268 volte
© foto di Federico De Luca

Premessa: passare dal “Tombolato” di Cittadella alla Scala del calcio (leggi Meazza di Milano) non è semplice per nessuno, ancor di più se non si è mai esordito nella massima serie. E fronteggiare giocatori come – non ce ne voglia nessuno – Ginestra o Martinetti, onesti mestieranti, non è come trovarsi davanti, peraltro tutti insieme, gente del calibro di Eto'o, Milito, Motta, Pandev, Zanetti e compagnia cantante. Per Michael Agazzi i primi sei minuti di gioco devono essere stati qualcosa di magico, esordio in Serie A a San Siro, contro i campioni d'Italia in carica. Ma il gol di Goran Pandev ha svegliato tutti dal sonno: quel maledetto rimpallo che ha permesso al macedone di trovarsi da solo davanti al portiere rossoblu ha spianato la strada al successo nerazzurro. Dopo nemmeno un quarto d'ora la replica, col gol di Samuel, lasciato libero di staccare dentro l'area piccola. Bel trauma, venti minuti e già 2-0. Ma il buon Michael non si è lasciato intimorire, sfoderando una discreta prestazione, con un paio di parate decisive e tanta ordinaria amministrazione. Al termine dell'incontro, Agazzi è l'unico della difesa a non avere colpe sui gol e dimostra la bontà della scelta societaria di puntare su di lui per il futuro.
L'altra faccia sorridente è quella dai tratti orientali di Radja Nainggolan, ultima scommessa di Cellino, arrivato in prestito da Piacenza. Anche il belga dimostra di poter stare nella squadra di Allegri, sfruttando i dieci minuti sul prato milanese per mettersi al servizio dei compagni, schierato dietro le punte in un ruolo non suo. La tecnica c'è, serviranno ben altre prove per capire bene quale potrà essere il suo apporto all'undici rossoblu, ma le premesse sembran buone. Di certo, Allegri può essere soddisfatto per il mercato di gennaio: pochi innesti, ma di qualità e di sicuro affidamento. A lui l'arduo compito di farli rendere a dovere.


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