Fortuna che era barone...
Resta la rabbia, dopo aver visto la classifica alla fine del primo tempo. Resta il rammarico, perché il Cagliari è di gran lunga superiore all’Udinese. E c’è tanto sconforto nell’ascoltare la consueta telecronaca di Sky, con Paolo Rossi (squalificato per il calcio scommesse; bell’esempio per i giovani che s’avvicinano al football) che nel pre-partita gufa il Cagliari mentre Franco Causio, che andò a svernare nell’Udinese (e “tizio” che se l’acchiappassero quelli dell’Accademia della Crusca lo manderebbero in esilio, tanta e tale la sua incapacità di snocciolare due parole di fila in lingua italiana) gigioneggia davanti alle folate di Pepe rendendosi protagonista d’un tifo sfegatato, oltre che stucchevole per i friulani; talmente fastidioso e partigiano, al punto che accusa Trefoloni del fallo di mani in area di Nenè e si dimentica di puntare il dito contro l’arbitro quando il fallo di mani avviene nell’area dell’Udinese.
Talmente di parte che vorrebbe punizioni, rigori, angoli e calci di rinvio del portiere solo a favore della “sua” squadra. Diciamo che era una partita segnata. Si doveva giocare alla vigilia di Natale e Di Natale, gioco di parole ovvio e non ricercato, quella sfida non l’avrebbe dovuta disputare, visto che era stato appena appiedato dal giudice sportivo. Ieri sera, scontata la squalifica chissà contro quale altra squadra, c’era. Poi il cambio d’allenatore, motivo in più per giocare alla morte da parte dei padroni di casa, per tacere di altre sviste della terna, tipo il fuorigioco del già citato Di Natale nell’occasione della rete del pareggio e un rosso non decretato ai danni del tarantolato Sanchez. Già, “tarantolato”, un termine che il telecronista di turno ha usato per etichettare Cossu facendo intendere al telespettatore non certo una prova gagliarda da parte del numero 7, quanto atteggiamenti poco consoni a una partita di calcio. La sensazione è che il Cagliari torni da Udine derubato almeno d’un punto. Ma il sogno europeo, che qualcuno vorrebbe far svanire, c’è ancora.
