Il designatore arbitrale Pierluigi Collina scende in campo e difende l'operato di Pierpaoli, che ha diretto Cagliari-Catania, scatenando le polemiche per l'espulsione di Canini. Secondo Collina, «Canini ha ostacolato il portiere avversario mentre si liberava del pallone che aveva tra le mani e il calcio di punizione e l'ammonizione per comportamento antisportivo sono assolutamente nelle regole».
Il designatore arbitrale ha deciso di intervenire per fare chiarezza sul caso del giocatore del Cagliari sanzionato col secondo cartellino giallo (e quindi espulso) per aver infastidito il portiere del Catania, Andujar, durante l'azione di rinvio.
Collina non usa mezzi termini e definisce «assolutamente condivisibile» la decisione dell'arbitro Pierpaoli. Del tutto fuori luogo invece, spiega Collina regolamento alla mano, le critiche per quello che da alcune parti è stato definito come un giallo “folle”.
«Dopo un'interpretazione ascoltata e letta su alcuni mezzi di informazione - spiega il designatore arbitrale -, al fine di evitare il generarsi di una possibile confusione circa ciò che è consentito fare, è opportuno chiarire, anche se credevo non ce ne fosse bisogno stante la chiarezza della previsione regolamentare, che il portiere non può essere in alcun modo ostacolato mentre si libera del pallone in suo possesso».
Esattamente quello che invece fa Canini, il quale «allontanandosi dall'area di rigore, appena fuori da questa, salta con la gamba sinistra alta e va a impattare il pallone appena calciato dal portiere avversario. Il regolamento è molto chiaro e trattandosi di un comportamento antisportivo, perchè mira ad evitare che il portiere possa rilanciare velocemente quel pallone in direzione di un proprio compagno, va sanzionato con l'ammonizione del giocatore».
Irrilevante, aggiunge Collina, se il giocatore si trovava dentro o fuori l'area di rigore: «Quello che rileva è che il portiere non può essere in alcun modo ostacolato mentre si libera del pallone in suo possesso», sottolinea ancora il designatore. «La decisione dell'arbitro è assolutamente corretta - la conclusione - e sarebbe stato giusto sottolineare la bontà di questa decisione invece di criticarla rischiando, così facendo, di generare confusione e magari convincere i calciatori che possono liberamente ostacolare il portiere avversario».
Ieri, moviolisti e opinionisti avevano bocciato la decisione di Pierpaoli. Categorici anche i rossoblù: «Espulsione assurda», anche se poi le proteste erano state civili, come è consuetudine al Cagliari. «Il rigore c'era», aveva ammesso Canini. «Il secondo giallo no, non ho ostacolato il portiere».
Raffaele Manunza, presidente della sezione sarda degli arbitri, spiega: «È decisiva la distanza tra portiere e giocatore. Evidentemente, Pierpaoli ha considerato Canini troppo vicino all'avversario». Una questione di metri, dunque. Spiegazione non sufficiente per calmare i tifosi rossoblù che, per fortuna, si sono consolati con le prodezze di Cossu.
L'aveva detto, alla vigilia, Pierpaolo Bisoli: "Il mio Cagliari ha 65 minuti di autonomia a pieni giri. Stiamo lavorando per innalzare questo limite". E' uomo dai pochi fronzoli il tecnico di Porretta Terme e lo si capisce anche da queste piccole cose, che te...