Otto gol tanto per cominciare, ma quest'anno Nenè vorrebbe segnarne almeno quattordici-quindici. «Intanto spero di giocare un pochino di più», dice e sorride il bomber brasiliano, seconda stagione nel Cagliari e in serie A. «E per farlo», quasi mette le mani avanti, «già so che mi dovrò impegnare al massimo, giorno dopo giorno. C'è grande concorrenza qui. Matri, Jeda, Larrivey e Ragatzu sono tutti giocatori importanti».
LA NUOVA SFIDA Un anno fa di questi tempi mostrava i muscoli di fronte al calcio italiano, quasi volesse spaccare il mondo. Era reduce da una stagione straordinaria nella Superliga portoghese (capocannoniere del torneo con 26 reti in 30 partite) e l'eredità di Acquafresca (che, strano il destino, potrebbe diventare presto un suo compagno) non lo spaventava affatto, così pure i paragoni per quel nomignolo (pesantissimo) che nel Cagliari fa rima con scudetto. Un campionato e otto reti dopo Luis Miguel da Silva (per tutti Nenè appunto) dosa ambizioni e speranze, prova comunque a dare la spallata decisiva al destino. «Ora parlo meglio la lingua». Anche se i figli, rivela, sono molto più avanti. «Conosco l'ambiente, le difficoltà, penso di essere finalmente pronto per un salto di qualità. In ogni caso lo scorso campionato per me è andato alla grande».
A SUON DI GOL Rotto il ghiaccio nel calcio italiano a suon di gol, uno in particolare è già esposto nella sua personalissima bacheca virtuale. E chi se la scorda più quella staffilata da fuori area che ha fulminato Buffon, e con lui tutta la Juventus. «Una prodezza importante, ma spero di farne tante altre». Magari qualcuna anche su punizione, Conti permettendo. «Daniele è bravo, molto bravo». Nel frattempo Nenè prova a stravolgere le gerarchie a biliardo. «Il problema è che lui è bravo anche in quello».
DA ALLEGRI A BISOLI Cagliari, la sfida ricomincia. «Nuovo allenatore, nuovo tipo di lavoro e nuova filosofia di gioco». E con l'arrivo di Bisoli in panchina qualcosa cambia anche per Nenè, a cominciare dalla posizione in campo. «Se Allegri mi diceva di stare sempre fuori dall'area, al contrario Bisoli mi chiede di stare dentro il più possibile». A proposito del neo tecnico rossoblù. «Abbiamo parlato», rivela l'ex attaccante del Nacional de Madeira che proprio ieri ha compiuto 27 anni. «Mi ha detto che ho parecchi margini di miglioramento, sia per quel che riguarda la tecnica che tatticamente».
SOGNO SELEÇAO Obiettivo dichiarato: «Almeno quattordici-quindici gol». Non si nasconde, insomma, Nenè. «Fermo restando che la salvezza del Cagliari resta il traguardo primario per tutti noi, personalmente sono convinto di poter migliorare». E magari centrare - proprio attraverso la Sardegna - quell'obiettivo che si trascina dietro sin da bambino: «Sì, lo ammetto, mi piacerebbe vestire un giorno la maglia della nazionale brasiliana».
L'aveva detto, alla vigilia, Pierpaolo Bisoli: "Il mio Cagliari ha 65 minuti di autonomia a pieni giri. Stiamo lavorando per innalzare questo limite". E' uomo dai pochi fronzoli il tecnico di Porretta Terme e lo si capisce anche da queste piccole cose, che te...