La Nuova Sardegna - Lultimo banco di prova
L’amichevole con il Real Betis servirà oggi a Bisoli per trarre un importante consuntivo dell’intenso lavoro svolto. Ad eccezione di Alessandro Agostini, ancora alle prese con qualche problema fisico, l’organico è disponibile per consentire al tecnico le necessarie verifiche. Tra otto giorni si debutta in campionato e in casa del Palermo, che in Europa League è apparso già in forma e deciso a migliorare il rendimento della passata stagione.
Bisoli è uomo di campo, concreto: massimo rispetto per ogni avversario ma nessun timore e disponibilità dei giocatori a dare sempre tutto in partita. Rispetto al Cagliari di Allegri nella tattica i numeri sono uguali con un 4-3-1-2 collaudato e assimilato dalla squadra. Cambia l’atteggiamento mentale. Lo hanno dimostrato le settimane di preparazione. Bisoli conosce il livello tecnico della squadra, accresciuto anche dal ritorno di Acquafresca; sa anche che è possibile superare il gap tecnico, rispetto ad alcune formazioni, con maggiore intensità sul piano fisico e concentrazione mentale. C’è da attendersi, allora, continuità nei ritmi di gioco, senza pericolose pause ma anzi con la capacità, variando - se serve - il modulo tattico, di cambiare gli stessi ritmi. La squadra così come è stata costruita ha acquisito, rispetto allo scorso anno, maggiore consistenza in difesa, a centrocampo e in attacco. I nuovi si sono già ben inseriti nel gruppo. La prova contro il Betis può dare elementi utili per capire il salto di mentalità di una formazione che ha numeri per puntare oltre la salvezza. Gli spagnoli, retrocessi ma con le qualità tecniche necessarie per risalire, sono un banco di prova più che valido.
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La sfida con il Betis, altresì, é l’occasione per i tifosi di dimostrare tutto il loro interesse. Il Cagliari come le altre società di A guarda con attenzione al numero degli abbonamenti e all’affluenza allo stadio.
Da una parte i problemi della tessera del tifoso, vista da molti come una forma di schedatura; dall’altra l’ampia offerta di calcio in tv; infine la crisi economica: elementi che possono influire sul calo totale degli abbonati e quindi sull’affluenza negli stadi. Le società incasseranno molti più euro per i diritti televisivi, ma nello stesso tempo rischiano di perdere fette consistenti di tifosi il cui sostegno sugli spalti è indispensabile. Per qualunque squadra.
