La Nuova Sardegna - "E' un Cagliari che non ha paura"
Peccato per la sconfitta. Ma l’affetto del pubblico per Pierpaolo Bisoli è immutato. Al rientro al Sant’Elia dopo 13 anni, il tecnico del Cagliari ha ritrovato gli applausi. “Per me si apre una doppia sfida: da ex calciatore rossoblù. E da allenatore” ha chiosato nel dopo Betis.
Con la conferma di un assioma invalicabile: “Se perdiamo, la colpa è mia. Se si vince, il merito è dei giocatori” aveva precisato appena tornato in città. Così è stato.
Ad esempio, guai ad indicare la fascia sinistra: “Da quelle parti abbiamo fatto meglio che a destra. Anzi, è stata colpa mia se Pisano, ancora non al top fisicamente, non ha dato quel che può. Ariaudo? Bene, sia nella fase difensiva sia come spinta. E sono anche contento dei centrali: Canini e Astori sono partiti bene e ci sta la leggera flessione sul finire del primo tempo”.
Sul 2-1 per gli andalusi, poche storie: “Abbiamo giocato una buon partita e loro hanno fatto due tiri in porta. Mi è piaciuto l’equilibrio tra reparti mentre dobbiamo crescere sulle palle inattive”. Bisoli non lo dice ma nelle occasioni da cui sono nati i due gol, si poteva fare meglio. Più in generale, il tecnico promuove i suoi: “Il Betis, più avanti come preparazione, è un’ottima squadra. Noi siamo al 70 per cento ma abbiamo tenuto bene il campo, creato molte occasioni e siamo stati ordinati.
Gli errori? Nascono dalla stanchezza e da qualche pausa di concentrazione”. E nessuno metta becco sul doppio assetto. Bisoli, partito con l’”albero di Natale” (i due trequartisti e una punta boa alta) è poi passato al modulo noto ai tifosi: Cossu dietro Matri e Acquafresca. “Stiamo provando diverse soluzioni. Hanno pregi e difetti, ma sono soddisfatto della risposta. Ad esempio, anche sul finire della gara con gli spagnoli, siamo andati al tiro diverse volte”.
E adesso, soddisfatto del gruppo, il tecnico di Porretta Terme ha in mente due temi: mercato e debutto in A. Il conto alla rovescia su partenze e arrivi (il mercato chiude alle 19 di martedì 31 agosto) vede Marchetti in partenza, Pelizzoli in arrivo per fare il dodicesimo di Agazzi, uno tra Sivakov e Nainggolan che potrebbe salutare, l’enigma degli attaccanti in più, con Jeda candidato all’addio. Bisoli non si scompone: “Sono contento della mia rosa. Ho la fortuna di allenare giocatori validi sia dal punto di vista tecnico, sia umano”.
Infine, l’esordio a Palermo: “Sono più avanti di noi avendo dovuto preparare il match di Europa League. Ma noi andremo a Palermo consapevoli delle nostre forze. E non avremo paura”. Il solito Bisoli. Quello che piace ai tifosi.
