Unione Sarda - Bisoli, buona la prima
Il diavolo rosanero è stato molto meno brutto di come lo si era dipinto e il Cagliari è uscito dal Barbera ribollente di tifo con un punto in tasca e con il rammarico di non aver conquistato l'intera posta. Cosa che avrebbe meritato dopo un primo tempo scintillante che ha portato diversi rossoblù a un passo dalla rete.
È comunque il caso di accogliere con il sorriso sulle labbra l'esordio del Cagliari e la prima in A di Bisoli allenatore. Il tecnico rossoblù ha dato alla sua squadra grinta e compattezza, presentandola sufficientemente brillante nonostante i carichi di lavoro e la condizione giocoforza imperfetta giochino, in questo momento della stagione, un ruolo importante. Esordio anche per Acquafresca, che ha una voglia matta di lasciarsi alle spalle le disgrazie della scorsa stagione (due maglie e soli tre gol, di cui due su rigore). Il centravanti si è mosso con disinvoltura, ha dialogato con i compagni, ha provato a lasciare il segno sulla partita. Non ci è riuscito ma è solo questione di tempo.
Bisoli non ha voluto rischiare Conti che, dopo l'infortunio alla caviglia accusato nell'amichevole con il Betis Siviglia, aveva saltato i primi tre giorni di allenamento. Al suo posto, Nainggolan, come lo stesso tecnico aveva fatto capire alla vigilia. Per il resto, formazione scontata, con Cossu a innescare le due punte, Matri e Nenè, preferito ad Acquafresca, arrivato da pochi giorni. Neanche in panchina il secondo portiere Pelizzoli, privo di transfer, e sostituito nel ruolo di vice Agazzi dal giovane Ruzittu.
Delio Rossi ha risposto con il super tridente Pastore-Maccarone-Hernandez ma ha dovuto rinunciare al cervello della squadra, Liverani, bloccato da un infortunio e rimpiazzato da Kasami.
Il Palermo, sostenuto da un pubblico foltissimo e entusiasta, si è ben presto smarrito. La cerniera organizzata da Bisoli ha tolto spazio vitale a Pastore e alle altre due punte, che cercavano gloria tra le linee, senza trovarla mai. E così nel primo tempo il Cagliari ha collezionato occasioni da gol mentre i padroni di casa si sono dovuti accontentare di un paio di cross poco più che innocui e un tiro da lontano di Maccarone neutralizzato in angolo da Agazzi. Robetta, insomma.
Di ben altro spessore le iniziative rossoblù che hanno sfiorato il gol due volte con Nenè (fantastici gli assist di Cossu) e poi con Matri, che prima ha tirato malamente ignorando il liberissimo Cossu e poi, al 44', è stato anticipato da un'uscita kamikaze del sardo Sirigu, costretto a sbrogliare una brutta situazione determinata da un rimpallo su tentativo di testa di Nenè. Non solo.
Lo stesso Matri non aveva sfruttato bene un contropiede tre contro due e prima si era lamentato vistosamente con Cossu, che non gli aveva passato il pallone mentre il bomber rossoblù, in beata solitudine, aspettava l'assist.
Il Cagliari non ha esagerato con il pressing, per non disperdere energie preziose, ma è stato bravo a coprire il campo, a rimanere corto e compatto, facendo fare una figura barbina alla squadra di Delio Rossi. L'assenza di Conti ha privato il Cagliari di geometrie e capacità di costruire l'azione, ma Nainggolan, con il trascorrere dei minuti, è cresciuto molto, sino a conquistare il record di palloni recuperati. Se a ciò si aggiunge una difesa ermetica, dove è emerso soprattutto Astori, bravo a assorbire il colpo della mancata convocazione in Nazionale, ecco spiegate le difficoltà accusate dal Palermo nel primo tempo.
La ripresa si è aperta con una fiammata del Cagliari. Dopo 46 secondi Matri ha avuto sulla testa la palla dell'1-0 ma l'ha sprecata. Sono seguiti dieci minuti in cui il Cagliari, inspiegabilmente, si è fatto prendere dal panico, attirando dentro la propria area il Palermo. Occasioni poco più di zero ma confusione ai massimi livelli. Una situazione potenzialmente rischiosa che si sarebbe potuta evitare con più calma. Bisoli è corso ai ripari inserendo Acquafresca, bravo a procurarsi un'occasione con un'iniziativa personale, e poi Conti, abile a gestire il pallone e a far rifiatare la squadra. Delio Rossi ha capito che doveva fare qualcosa. Ha quindi inserito Rigoni al posto dello spento Maccarone, spostando l'inconsistente Kasami nel ruolo di trequartista al fianco di Pastore, dove non si è espresso meglio che da mezzala. Vista l'inutilità della mossa, il bravo allenatore rosanero ha fatto ricorso a Pinilla (al posto di un Hernandez irriconoscibile) che ha fatto sfracelli in serie B ma che ieri è caduto nella trappola di Canini e Astori.
Il Cagliari non ha brillato nel gioco offensivo come nel primo tempo ma ha tenuto sufficiente compattezza. A ben vedere, gli unici rischi (se si possono chiamare tali) sono venuti da palloni buttati via un po' a casaccio, che hanno permesso al Palermo sporadiche iniziative.
In buona sostanza, il Palermo ha avuto la concreta possibilità di passare in vantaggio una sola volta, al 37', quando Balzaretti si è avventato su un pallone vagante e ha esploso un sinistro micidiale sul quale Agazzi si è disteso da campione. Irrobustito dall'ingresso di Laner, il Cagliari ha portato a casa senza ulteriori difficoltà il primo punto della stagione. Domenica pausa, poi la Roma.
