Bianco & Parola, l'orgoglio e l'onore
Vedi Cagliari e poi muori. Sportivamente parlando, s'intende. Al Napoli, la visione del rosso e del blu in salsa isolana provoca fastidiosi disturbi alla pancia. Prendete gli ultimi quattro incroci: 0-2 al San Paolo nella prima giornata del torneo 2007-2008, strepitoso 2-1 in rimonta con gol di Matri e Conti in pieno recupero, 2-2 ancora una volta in rimonta con reti di Lopez e ancora Conti al 93'. E, dulcis in fundo, la netta affermazione di ieri, quel 2-0 che ha acuito la crisi di un Napoli che non vince da oltre tre mesi. Una vittoria ancor più speciale perchè maturata in condizioni di grave emergenza: senza Diego Lopez, Daniele Conti, Alessandro Agostini e Michele Canini fermati dal giudice sportivo, Max Allegri ha dovuto allestire la propria formazione facendo inizialmente a meno anche di Davide Biondini e Robert Acquafresca, precauzionalmente spediti in panchina ed entrati soltanto a gara in corso.
Così, sul terreno del Sant'Elia è sceso in campo un undici profondamente rinnovato. Se l'attacco ha mantenuto una fisionomia piuttosto classica, col trio Cossu-Jeda-Matri già visto in numerose occasioni durante la stagione, difesa e centrocampo si sono ritrovate stravolte completamente. Ad ergersi a icone del successo contro i partenopei così, non sono i goleador di giornata Jeda e Lazzari o il meraviglioso Marchetti (abile al 91' a dire no all'unica vera palla gol della squadra di Donadoni), ma due giocatori finiti nelle scorse settimane praticamente ai margini della squadra. Due professionisti esemplari e innegabile riferimento per i compagni di spogliatoio. In comune, la non esattamente folta capigliatura e il forte legame con Marco Giampaolo, che ormai tre anni or sono li volle fortissimamente in Sardegna, alfieri di un progetto che proprio in quell'estate del 2006 affonda le proprie radici.
Mi riferisco a Paolo Bianco e Andrea Parola che contro il Napoli hanno sfoderato una prestazione di livello eccelso dopo mesi di naftalina. Senza fare una piega, i due sono entrati in campo col piglio dei combattenti, dando il loro fondamentale contributo a una vittoria che permette al Cagliari di tenersi agganciato al treno europeo.
Neppure convocato contro la Fiorentina, Bianco non ha rinnovato il contratto con la società del presidente Cellino. Titolare indiscusso fino allo scorso gennaio, l'ex difensore di Catania e Treviso ha già trovato un accordo con l'Atalanta. E in riva al Serio potrebbe stringere nuovamente il sodalizio con Marco Giampaolo, candidato numero uno alla successione di Gigi Delneri, che proprio in queste ore pare aver deciso di non proseguire la propria avventura sulla panchina orobica. Leader riconosciuto nello spogliatoio, Bianco non ha mai alzato la voce, facendosi sempre trovare pronto da Allegri, che lo ha pubblicamente elogiato al termine della partita contro i partenopei.
Sempre pronto a saltare in campo dalla panchina è stato Andrea Parola, impiegato spesso da Allegri negli ultimi minuti di gara per far rifiatare Biondini o Fini. Ieri, nuovamente titolare dopo un mese e mezzo, l'ex centrocampista dell'Ascoli è stato provato in un ruolo inedito, da play maker basso. "Ha altre caratteristiche rispetto a Conti - ha spiegato l'allenatore rossoblù - ma secondo me ha tutto per far bene anche in quel ruolo. Nelle ultime settimane l'ho provato più volte in quella posizione nelle partitelle infrasettimanali e la prestazione contro il Napoli mi ha dato ragione". Una partita quasi perfetta, con tantissimi palloni sradicati ai dirimpettai azzurri e la determinazione di chi è cosciente di poter dare il proprio contributo a una grande impresa.
Parola ha ancora un anno di contratto con il Cagliari, ma lascerà verosimilmente la Sardegna in estate. Lo cerca il Siena dell'ex Giampaolo, lo seguono almeno una mezza dozzina di formazioni tra serie A e serie B.
