"Quando c'era Daniele Conti il gol dell'ex arrivava in orario"

09.12.2018 18:08 di Federico Cannas   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
"Quando c'era Daniele Conti il gol dell'ex arrivava in orario"

Sembra incredibile, ma è così: quando Cagliari e Roma si incontrano, il risultato è sempre frutto di una partita folle. 

Il pazzesco pareggio di ieri fa tornare alla mente un altro 2-2, quello del 6 gennaio 2010, maturato con dinamiche molto simili: il rossoblù guidati da Allegri erano sotto di due reti sino a pochi minuti dalla fine, ma arrivarono le marcature di Lopez al novantesimo e di Daniele Conti in pieno recupero.
Già, Daniele Conti: tanti campionati spesi dando tutto per la causa rossoblù, ma evidentemente anche un conto in sospeso con la squadra di suo padre. Perché era sempre così per Daniele: ogni volta che vedeva giallorosso, in lui si accendeva qualcosa che non può essere spiegato, e finiva per regalare prestazioni memorabili e, spesso, gol altrettanto memorabili.  Andate a rivedervi il tiro al volo da fuori area nel roboante 5-1 al Sant’Elia nel settembre del 2010, unica prestazione veramente positiva del Cagliari di Bisoli, oppure la punizione all’Olimpico nella stagione 2008-2009, o reti forse meno belle ma ugualmente importanti, come quella nella sfida vinta per 2-1 sempre nella Capitale ma nel 2011-12, o appunto quella del pareggio nell’extra-time di cui parlavamo qualche riga fa.

Ma a proposito della stagione 2011-12, e di quel Roma-Cagliari 1-2, vi ricordate di Moestafa El Kabir? Il nuovo Ibrahimovic, o almeno, così veniva definito l’attaccante marocchino nel titolo di un video che molti tifosi sardi (Compreso il sottoscritto) videro e rividero nell’estate 2011: sembrava davvero forte questo ragazzo prelevato dal campionato svedese, e in effetti lasciò subito il segno alla sua prima apparizione in Italia, proprio nel Roma-Cagliari in questione, mettendo a segno lo 0-2 con un bel diagonale in contropiede. Purtroppo però El Kabir si perse in fretta, tra continui infortuni muscolari e un carattere non semplicissimo da gestire. Più unico che raro quindi il suo gol, più o meno come quello di Francesco Pisano, che si tolse una bella soddisfazione realizzando la sua prima e unica rete in A, nell’ultima di Zeman con la Roma: ogni supporter sardo che si rispetti non può non ricordare il tiro ciabattato di Pisaneddu che penetrò per la quarta volta la porta difesa (Si fa per dire) dal disastroso Goicoechea, autore qualche minuto prima di una tragicomica autorete e da lì in poi caduto nell’anonimato. E poi c'è la partita d’andata dello stesso campionato, vinta a tavolino dai giallorossi perché Cellino, sfidando le autorità, aveva invitato il pubblico a presentarsi a Is Arenas per assistere a un match che si doveva giocare a porte chiuse, o l’incredibile 4-3 datato 1998-99, fino ad arrivare a quello che è successo ieri: solo il più recente capitolo di una partita infinita, che andrebbe vietata ai deboli di cuore.