Dopo vent'anni di minestrine, eccolo il risotto alla milanese

30.09.2014 09:49 di Massimiliano Morelli  articolo letto 3398 volte
© foto di Federico Gaetano
Dopo vent'anni di minestrine, eccolo il risotto alla milanese

Talmente spumeggiante nel gioco e ampio il divario al termine della fase ascendente, che c'è stato perfino il pensiero di migliorare il record della vittoria con maggior scarto in trasferta, quel 6-1 a Varese del 6 ottobre 1968 in cui Riva mise a segno una tripletta. Calcio d'altri tempi, ma le fantasticherie innescate dal primo tempo zemaniano sono incalcolabili, con buona pace delle lacrime mazzarriane e d'un tecnico che fra le righe parla di espulsione ingiusta per Nagatomo e vanta ipotesi di cartellini gialli per i cagliaritani. Accantonato il labronico e i suoi mugugni, viene da soffermarsi sul silenzioso Muraro, spalla di Zoncan nella telecronaca-Sky: comincia con le sue scorribande da ex interista e mano a mano che lo score diventa un macigno pesante, gli si affievolisce la voce fino a scomparire mentre e il groppo gli resta in gola. A Zeman, fine gara, piovono domande nonsense, ma ci si è abituati, e anche qui scompaiono le voci degli astanti quando il boemo sottolinea in duplice copia che “ci davano già per retrocessi dopo quattro giornate”. Certo è che se l'Inter fino alle 14 e 59 di oggi veniva considerata la terza forza del campionato, il Cagliari non può essere da meno, visto e considerato che di gol ai nerazzurri ne ha prodotti quattro in 45 minuti, uno in più di quanti ne servirono per asfaltare la stessa squadra il 14 febbraio 1982, quando Quagliozzi e una doppietta di Gigi Piras annichilirono i “berselliniani” futuri campioni del mondo Bordon, Oriali, Marini, Bergomi, e Altobelli. Beninteso, non s'è vinta la Champions e ci sarà ancora da soffrire, diventerà un dato di fatto giornata dopo giornata. Ma va bene così, dopo vent'anni di minestre riscaldate, un risotto alla milanese si assapora con più gusto. E Michele, alla sua “prima” da tifoso del Cagliari con tutina rigorosamente rossa e blu, ha smesso di piangere per ridere a crepapelle.