Gli applausi dopo il passaggio dell'Abarth

26.10.2014 08:00 di Massimiliano Morelli  articolo letto 3857 volte
© foto di Federico De Luca
Gli applausi dopo il passaggio dell'Abarth

Sarebbe piacevole se stavolta le testate che vanno per la maggiore sottolineassero il comportamento dei tifosi dell'Empoli esattamente come accaduto con i tifosi della Roma post ko con i panzer: pure loro, i toscani, hanno applaudito la squadra nonostante la sortita del “Castellani” griffata Zeman. Perché certe istantanee non le regala solo il football inglese o la Champions, anzi, spieghiamo meglio: vorremmo che l'atteggiamento positivo degli empolesi fosse contrapposto a quello di tifoserie che quando la squadra del cuore zoppica puntano l'indice contro e versano il pollice all'ingiù. Tifoseria avversa da applaudire a parte c'è da chiedersi quali possano essere i limiti del Cagliari, in positivo e in negativo. Lo 0-4, che accoppiamo facilmente all'1-4 di San Siro, non regala sogni europei né voli pindarici ma fa pensare. Fa pensare al tempo perso con allenatori sbarcati a Elmas quasi fossero Messia, e uno fra questi faceva perfino il ciclista, altro sport insomma; fa ripensare a un ventennio di stallo; fa quasi ragionare sul fatto che il Milan sarebbe meglio affrontarlo in trasferta, visto l'andazzo. Ma già il fatto di ritrovare il Sant'Elia in condizioni normali basta e avanza per sentirsi “famiglia”. Soprassediamo pure stavolta sul racconto di chi ha visto il fuorigioco di Sau e sottolineato che al 3-0 ci si è arrivati grazie a due calci piazzati, come se punizioni, rigori e corner non facessero parte del gioco del calcio. Lasciamo gli opinionisti lenti e impacciati a rimuginare sul loro passato di ex, che poi se erano bravi una volta appesi gli scarpini al chiodo si sarebbero messi a fare gli allenatori e non i “detentori del verbo”. Qua è meglio pensare a una “500” che ha messo il doppio corpo, con buona pace di chi disdegna le utilitarie. Questa in ogni caso ha l'Abarth.