Il meglio deve ancora venire

30.10.2014 10:33 di Massimiliano Morelli   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Il meglio deve ancora venire

Fosse un Paese meno campanilista, l'Italia starebbe – nonostante la crisi economica - tre giri avanti perfino alla Germania. Beninteso, qui parliamo di campanilismo ostentato da chi, sulla carta, dovrebbe essere sempre super partes. Come nel caso delle voci di chi racconta le partite di calcio su canali nazionali e non su frequenze cittadine, provinciali o regionali, dove l'essere di parte si può anche giustificare. Qui parliamo di tv a pagamento che ampliano il discorso durante le sfide della serie A e sottolineano durante la telecronaca di Cagliari-Milan che in Sardegna c'è la terza filiale dell'azienda di Murdoch “con oltre mille dipendenti”. Ma si, dai, un po' di provincialismo nell'ostentare quel che si fa torna sempre utile a chi sogna di diventare la Cnn senza però aver “capoccioni” all'altezza. In ogni caso, scavalcato quell'“oltre mille dipendenti” che fa pensare inevitabilmente al milione di posti di lavoro di stampo berlusconiano e agli ottanta euro di stile renziano, incappiamo nel conciliabolo finale De Rosa-Ambrosini e nella sentenza del “pareggio giusto” fra Cagliari e Milan. Il sospetto che avessero il monitor sintonizzato su altra partita e qualche spettatore che gli si parava davanti ogni tre per due diventa reale al sol pensiero che di tiri in porta i milanisti ne hanno scoccato uno, e per giunta pure per sbaglio. Forse due, quello di Muntari dopo il più fortunoso dei rimpalli al limite dell'area e la sberla della disperazione di De Jong, nel finale. Tiri comunque che sono finiti al lato dei pali. Poca roba, aggiungiamo, al cospetto del volume di gioco espresso dai beniamini del Sant'Elia, finalmente stadio e famiglia. Riavvolgo il nastro d'un match osservato col sorriso sulle labbra immaginando che un calcio così bello alle latitudini cagliaritane m'ero dimenticato esistesse: grido “gol” quando Ibarbo piazza il piattone destro al termine d'una azione da applausi e maledico la punta dello scarpino di Rami che salva lo svantaggio milanista; ma mi esalto nel constatare la flemma di Zeman contrapposta al movimentoso Inzaghi, che sarà pur bravo come dicono, ma ha ancora tanto da imparare. Però a fine gara ammette d'esser stato sotto e tanto basta, qui di recente c'è capitato un tecnico che ha perso 4-1 in casa sua col Cagliari e alla resa dei conti ha addossato le colpe del ko all'arbitraggio. In ogni caso, il meglio deve ancora venire.