L'esultanza non è uguale per tutti

Massimiliano Morelli cura per TuttoCagliari.net una tagliente rubrica di spigolature dedicate al mondo rossoblù, viste attraverso il tubo catodico. Classe '63, Morelli è giornalista e scrittore. Ha al suo attivo una decina di pubblicazioni
29.04.2012 09:15 di Massimiliano Morelli  articolo letto 12746 volte
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
L'esultanza non è uguale per tutti

Nel pomeriggio, dopo il pareggio col Chievo, avevo scritto il solito pezzo per tuttocagliari.net, ironizzando come di consueto sul modo fazioso di fare telecronaca da parte di inviati che fanno il tifo per altre squadre, certo non per il Cagliari. E vi dico pure che al secondo minuto di gioco, dopo aver assistito a una sforbiciata volante di Pellissier nell'area rossoblu, scambiato però dal Tecca di turno per Nainggolan, avevo sorriso più del solito. Non so perché ho aspettato prima di chiudere l'articolo, mi son detto “guardo Roma-Napoli e lo finisco”. Forse ho fatto bene, perché c'era una cosa da aggiungere: l'esultanza del romanista Simplicio. Lo ammetto, bellissima, romantica. Di corsa è salito sulle gradinate dell'Olimpico, è sbarcato in tribuna vip e ha baciato una signora, presumibilmente la moglie. O, forse la figlia. Quell'esultanza m'ha fatto tornare alla mente il cartellino rosso mostrato a Pinilla dopo il suo penultimo gol al “Nereo Rocco”. Ricordate? “Eccesso d'esultanza”, e il Cagliari a giocare in dieci una partita che stava dominando. Sono schietto, mi piacciono le esultanze alla Simplicio, quelle in cui si mostrano passione e attaccamento alla causa. Però non mi piacciono i due pesi e le due misure, fra le altre cose casualmente già sottolineate con un altro episodio sui social network, l'immagine delle esultanze dello juventino Vucinic e del Pinigol rossoblu. Stesso arbitro, Guida, che resta indifferente davanti al balcanico e caccia dal campo il “nostro”. C'è giustizia? No, e lo sapevamo. Quindi l'appello è per il presidente: accantoni la querelle-stadio e si concentri sull'ennesima beffa patita dalla sua, pardon, nostra squadra. Si faccia sentire, una volta. Lo faccia per il bene reale del Cagliari.