Ma Zeman che colpa ne ha?

20.12.2014 11:50 di Massimiliano Morelli   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Ma Zeman che colpa ne ha?

Una cosa è certa, giovedi sera non si poteva sperare d'agganciare la prima vittoria interna di campionato e, romanticherie a parte, viene voglia in questi casi di osservare non tanto i valori in campo, quanto il monte ingaggi delle due squadre. Nessuno può negare la differenza con la prima della classe. Certo è invece che la squadra di Allegri, più forte della nostra, ha in determinati elementi dei veri e propri picchiatori, scaltri e invisibili per il direttore di gara. Ma pur sempre picchiatori. Qui però non vogliamo appellarci a chissà quale giustizia ordinario-sportiva se l'ultima partita del 2014 s'era già chiusa dopo un quarto d'ora di gioco. Si parla di difetti zemaniani ma, a dare un'occhiata da profani, salta subito all'occhio l'assenza di un attaccante, di un bomber. Che colpa ne ha Zeman se la ribattuta di Longo sul penalty sbagliato contro il Genoa finisce a tre metri dalla porta? Che colpa ne ha il boemo se il capocannoniere della squadra è un centrocampista, se il tocco esterno sinistro di Avelar passa davanti alla porta di Buffon col giro a effetto contrario, se la difesa del Chievo trova la giornata di grazia proprio contro il Cagliari? Dài, senza rimembrare Riva, viene da pensare che basterebbe un Muzzi, perfino un Dario Silva: un attaccante veloce, insomma, in grado d'adattarsi al gioco del tecnico boemo. Che ha i numeri contro, per esempio un punto nell'ultimo mese e la difesa colabrodo, ma continuo pure a sottolineare che pur perdendo tanto, anzi troppo, fa vedere quel gioco di squadra che sicuramente non si è visto con altri tecnici sbarcati a Elmas e scambiati per guru. Serve fare squadra allontanando i gufi e tutti quegli ex protagonisti che congiurano contro la squadra e il suo allenatore: per esempio Moggi, che vede Zeman come il fumo agli occhi e non manca mai l'appuntamento quando c'è da criticarlo, è uno di questi. Poi – direte: ma che c'entra con le sconfitte? C'entra, c'entra pure la propaganda dei “contro” – c'è il figlio di un ex allenatore che fa l'esperto di mercato e ogni sei mesi tira fuori dl cilindro una cessione eccellente da parte del Cagliari, e stavolta la tiritera riguarda Avelar; c'è la spalla del telecronista di turno, che vede tutta la partita a tinte bianconere, come se ci fosse un premio per chi a fine stagione ha affascinato maggiormente madama vecchia signora. Ma è Natale e ci si sposta alla ricerca di bontà inesistenti durante il resto dell'anno. Per cui buon Natale anche al signor Moggi, al figlio dell'ex allenatore che fa l'esperto di mercato e alla spalla del telecronista di turno, che vede tutta la partita a tinte bianconere. E buon Natale, ma di cuore in questo caso, a Zeman, alla squadra e ai tifosi. Con l'ugurio e la speranza di allontanare lo spettro dell'esonero, che poi se si va a cercar nel mazzo, si intuisce che la scelta d'un successore rischierebbe di ricadere su un Sala, un Ficcadenti, un Colomba.