Nava e il sotterfugio di Cellino

12.11.2013 20:06 di Massimiliano Morelli  articolo letto 6393 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Nava e il sotterfugio di Cellino

A un certo punto ho immaginato che a “guardaspalla Nava” di Cagliari-Torino, sfida trasmessa dalla paytv degli urlatori, fosse arrivato sul telefonino un sms del tipo “è morto il gatto”. Non si spiega altrimenti l'avvilimento sottinteso ai gol di Daniele Conti, specie dopo il secondo, arrivato nel finale d'una partita descritta con intercalare “partigiano pro-piemontese”. Fortuna che la prima voce di turno è quella di un cronista asettico, uno dei pochi che non strilla dentro al microfono pure per l'assegnazione d'un corner, anche se ogni tanto rischia di cadere nel tranello dell'eccesso quando il compagno d'avventura domenicale tenta di emulare l'apparente calma di Bergomi. Ascoltàti a più riprese consigli e panzane, “dritte” e “storte”, un di tutto e di più che t'aspetti da un Mourinho, che è saccente ma per lo meno è anche protagonista come allenatore; così viene da chiedersi come possa esser venuto in mente alla seconda voce del match, all'inizio gara, di affermare che “il sale sulla panchina è un sotterfugio di Cellino per vincere”. Caro ex calciatore, e sottolineo ex, il sotterfugio è un inganno, è l'affermazione se l'avessi tirata fuori dal cilindro contro la squadra del tuo ex gestore rossonero, avrebbe rischiato di far scattare pure l'interrogazione parlamentare. Qui invece siamo buoni e ti consigliamo una buona lettura, se vuoi continuare a sfruttare l'icona dell'ex. Magari, comincia dal dizionario. Perché il termine corretto era “scaramanzia” e non sotterfugio, tipo l'alzare il braccio per segnalare all'arbitro il presunto fuorigioco della punta che non si è riusciti a marcare. Sursum corda, anche i ricchi sbagliano.