Quei troppi galli che cantano sono davvero stonati

09.11.2014 21:11 di Massimiliano Morelli   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Quei troppi galli che cantano sono davvero stonati

Nella settimana in cui “tutti” hanno preteso scrivere lodi per Gigi Riva al fine di onorare il suo genetliaco numero 70, ci si rende pure conto che molti di quei “tutti” avrebbero fatto meglio a raccontare altre storie prima di incastrarsi in topiche senza eguali su “Rombo di tuono”. Ma stiamo diventando sempre più buoni, per cui omettiamo le magagne, anche di quelli che senza sapere hanno affidato i loro spunti a Wikipedia e hanno “copiato&incollato” gli stessi errori.

Di palo in frasca, la sfida col Genoa: bella ma non esaltante, maschia ma non cattiva con buona pace del “fischietto” di turno che è venuto da Schio a mostrare “gialli” in quantità industriale. Infastidisce quello di Conti, ormai perseguitato, che salterà il Napoli, ma si finge noncuranza pure al cospetto del signor Orsato, onnipresente protagonista della sfida disputata al Sant'Elia. Comunque è assodato, la “sfiga” perseguita l'armata cagliaritana e qui tralasciamo perfino il cambio di Donsah: gettato nella mischia due minuti dopo, avrebbe permesso a Ekdal di restare in campo e all'acciaccato Sau di uscire degnamente sostituito. Invece si chiude in dieci come una settimana fa, ma va bene così. Dea bendata, dove sei?

Nel frattempo l'opinionista di turno, uno che viene da quattro esoneri di fila, si ricicla come opinionista e farebbe carte false per dimostrare che nel primo tempo quell'inciampo d'un genoano al limite dell'area di Cragno sia figlio d'uno sgambetto di Balzano e non della dabbenaggine dello stesso Antonelli che incespica su se stesso. Ci auguriamo di rivedere l'immagine a “Striscia lo striscione”. A seguire, la telecamera indugia sulla traversa colpita da Kucka e lascia interdetti l'esaltazione di chi la descrive: a contare i replay proposti pare un gol mentre invece resta un tiro sbagliato. Infine Longo. Vada a farsi benedire se non vuole fare la fine di Victorino. Non diciamo “la fine di Larrivey”, almeno per una volta: quel suo gol-vittoria contro il Barcellona ci ha letteralmente ammutolito.