L'ex patron Cellino: "Il Rigamonti? Mi ricorda l'anfiteatro romano di Cagliari"

 di Federico Paparusso  articolo letto 1833 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'ex patron Cellino: "Il Rigamonti? Mi ricorda l'anfiteatro romano di Cagliari"

 

Massimo Cellino, presidente del Brescia, ha parlato della questione dello stadio e delle strutture della sua nuova squadra ai microfoni di BresciaOggi.it: "Lo stadio, le partite servono a distrarsi, anche per mandare a quel paese il presidente, sissignori. Servono per dimenticarsi le disgrazie settimanali, per avere la soddisfazioni di essere rappresentati da una società, da una squadra che vince. In città come Brescia o Cagliari, sicuramente. È fondamentale per distrarre la popolazione, ha il compito sociale di intrattenere il pubblico. Noi ti facciamo vincente in un campo quando magari non lo sei stato durante la settimana nel lavoro. Riusciamo a far sognare. Allo stadio si va per urlare, per divertirsi, per gioire".

Sull'ubicazione del Rigamonti: "È l’ideale, ma creare viabilità, una nuova logistica e altri parcheggi ce lo possiamo permettere ancora meno dello stadio. Il Rigamonti, così com’è, mi ricorda l’anfiteatro romano di Cagliari. È solo macerie, solo a buttarlo giù è un grosso affare. Sono scomode perfino le poltroncine della tribuna vip, mi ci sono seduto per la prima volta sabato. Non ci si sta, non si riesce nemmeno a camminare per uscire. C’è una cosa sola da fare: raderlo al suolo, giocare in questo stadio, senza dover fare l’espatrio come feci io a Cagliari è una pazzia, una tristezza. Voglio che Brescia abbia uno stadio snello, poco costoso, da 15-20 mila posti. In 2 estati si riesce a farlo, ma già dopo la prima ci si giocherebbe dentro. Si tamponerebbe con le strutture mobili in attesa della versione definitiva.