Luciano De Paola, il calciatore comunista

Continua la nostra rubrica "Che fine hanno fatto?"
16.04.2014 07:43 di Giancarlo Cornacchia Twitter:   articolo letto 5806 volte
Luciano De Paola, il calciatore comunista

Il campionato del Cagliari edizione 2013/2014 scivola più o meno stancamente verso il termine, ma tentiamo di dare un po' di brio ai nostri lettori riaccendendo vecchi ricordi con la nostra rubrica rivolta agli ex indimenticati protagonisti della squadra rossobù. Oggi parliamo di Luciano De Paola, professione mediano di rottura, come si chiamava una volta. Stagione 1988/89 e Claudio Ranieri, appena ingaggiato dalla dirigenza Orrù coadiuvati da Carmine Longo, chiede ed ottiene l'acquisto del roccioso mediano del Francavilla. Per scalare la categoria c'è bisogno di gente con carattere, specie per affrontare le "corride" in campi come Brindisi, Giarre, Palermo e De Paola pare fare al caso dei rossoblù. Impiegò ben poco con la sua maglia numero 4 a farsi notare per grinta, determinazione e volontà. Suo l'ultimo goal del Cagliari in serie C1: il Cagliari stende 3-1 proprio la sua ex squadra e lui sigillò il risultato con un esterno destro all'incorcio dopo una delle sue incursioni in area avversaria. Confermato anche in serie B, consolidò con Ivo Pulga un duo di centrocampo che combinava dinamismo, tecnica e grinta, oltre a fornire un'adeguata copertura per il regista Bernardini. La squadra vola in serie A, ma qualcosa si ruppe. Prima giornata di campionato, sconfitta casalinga per 0-3 contro l'Inter di "Kataklismann" e De Paola che perse la testa facendosi espellere per un plateale fallo su un avversario. Che succede al mediano rossoblù? In una circostanza accusò Enzo Francescoli di scarso impegno e i due rischiarono seriamente di venire al contatto fisico. Così alla vigilia della quinta giornata di campionato edizione 89/90 De Paola, su espressa richiesta di Claudio Ranieri, fu estromesso dalla rosa rossoblù, assieme a Provitali e Paolino. Si accasò in serie B al Brescia dove ottenne una promozione in serie A, dopo di che approdò per la bella cifra di 2,8 miliardi di lire alla Lazio di Cragnotti. Non fu amore a prima vista con la tifoseria laziale, notoriamente schierata politicamente a destra, quando disse "Sono un calciatore comunista." La sua esperienza romana durò poco. Atalanta, ancora Brescia, Cosenza e Cremapergo furono le sue ultime squadre. Oggi Luciano, oltre a dirigere un'impresa edile di costruzioni, si diletta come allenatore. Dal 23 Ottobre 2013 è a capo dell'Alzano Cene, squadra che milita nel campionato di serie D.