Altra chance buttata al vento

11.03.2019 15:00 di Francesco Ortu   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Altra chance buttata al vento

Il Cagliari spegne di nuovo la luce. A Bologna finisce infatti 2-0 per i padroni di casa che ritrovano la speranza in chiave salvezza.

Stesso undici dell’impresa contro l’Inter, con Bradaric e Padoin al posto degli squalificati. Il match appare inizialmente assolutamente equilibrato e fisico, ma gli emiliani sono i primi a premere l’acceleratore facendo il primo squillo per Cragno con Santander (che uscirà poi per uno scontro contro il portiere di Fiesole). Il Cagliari cerca di rispondere ma è assurdamente ed incredibilmente impreciso sia nella predisposizione della manovra ma anche a livello tattico. La fame degli uomini di Mihajlovic è lapalissiana ed il pallino del gioco è completamente in mano loro. Inoltre per gentile concessione di Bradaric che, pur non essendo alticcio, alzando un po’ troppo il gomito concede a Pulgar la possibilità di sbloccare il risultato di rigore. I sardi rispondono ma, come detto, sono decisamente sterili. Le uniche note degne di nota in zona gol sono l’azione in solitaria di Barella e la traversa che vibra dopo l’incornata di JP. Il secondo tempo magari avrebbe potuto dare nuova linfa…  ma non è così. Gli uomini di Maran spariscono dalla scena, lasciando a Dzemaili&co. lasciando un unico grande assolo. L’unico segnale di vita viene sempre da un’incornata sempre di JP che trova un super-Skorupski davanti. Alla fine Soriano chiude definitivamente i giochi riaprendo la corsa verso la permanenza in A.

Ennesima occasione persa. Quello che poteva essere l’inizio di un nuovo campionato per i rossoblù si trasforma in un nuovo tuffo nello Stige. I fattori abbastanza trasparenti: discontinuità, sufficienza nell’atteggiamento e un pizzico di mediocrità nella mentalità. Non solo si ammazza qualunque ambizione, ma si costringe ad un altro giro nel purgatorio con una squadra che sulla carta non ha niente a che spartire con ciò. Però viene da domandarsi “Cagliari, chi sei in realtà?” Senza dubbio una squadra a due facce che dopo ogni impresa (vedi Inter, ma pure Roma) si rende protagonista di un arretramento maggiore uguale rispetto alla conquista fatta. Ovviamente quella di ieri non sarebbe mai stata uguale all’ultima, ma di certo chiunque si sarebbe aspettato maggior carattere, verve e fame per raggiungere l’obiettivo finale ed invece si è di nuovo di fronte ai fantasmi dei bassifondi. Fantasmi alimentati dal fatto che la squadra di Maran piange lacrime amare per gli scontri diretti. Ci vuole un cambio netto di mentalità perché squadra e tifosi meritano altri lidi e ambizioni e non il grigiore soffocante che attanaglia la squadra nel rettangolo verde.

Ora sarà necessario, obbligatoriamente un ultimo sforzo: Fiorentina e Chievo dovranno essere la pietra tombale sulla stagione e dovranno liberarci definitivamente dalla palude dei bassifondi. Anche perché 6 punti sono veramente pochi e la pressione si fa sempre più insopportabile.