Ballo dei debuttanti

06.12.2018 15:00 di Francesco Ortu  articolo letto 1283 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Ballo dei debuttanti

Il Cagliari vince per 2-1 e passa il turno nella serata di Coppa Italia al Bentegodi contro il Chievo. Sfida che dà a tutti la possibilità di vedere all’opera i petali più nascosti della rosa rossoblù che apparivano, sino a ieri, oggetti misteriosi.

Come da tradizione di Coppa, Maran schiera un ampio turnover modellato sul classico 4-3-1-2: Rafael in porta, Pisacane-Andreolli-Romagna-Pajac in difesa, rombo nella mediana con Cigarini-Dessena-Faragò-Barella e tandem davanti con Cerri e Farias. Match inizialmente molto compassato, con ritmi blandi e un’ampia fase di studio fra le due compagini. Le carte si sparigliano e la miccia si accende quando Faragò serve nello spazio Cerri che, superando di fisico il proprio marcatore, piazza alle spalle di Semper un piatto in scivolata portando il Cagliari in vantaggio. Da questo punto dell’incontro si vedono squadre più aperte che giocano molto la palla, con folate alterne con gli ospiti ispirati dalle sgroppate di Giaccherini e gli ospiti con, appunto Faragò, che macina chilometri senza sosta. Arriva quindi il pareggio clivense: azione dell’ex centrocampista juventino che serve, con un assist al bacio, il giovane Leris che batte Rafael con la completa complicità di Pajac che va a cercare farfalle in marcatura e lo lascia completamente indisturbato. Il secondo tempo rimane abbastanza ricco di emozioni, con occasioni da ambo le parti e con molta fisicità (nonostante sia abbastanza corretto). La svolta arriva però dai cambi, con JP che rileva un Farias tornato anonimo e inesistente. Seppure il trequartista brasiliano si limita al minimo sindacale è dai suoi piedi che parte l’azione che permette di chiudere la partita: corner battuto da lui che trova la testa di Faragò che spizza abbastanza da servire Pisacane che mette la parola fine. Rafael deve fare un po’ gli straordinari nei minuti di fuoco finali ma la vittoria è meritata.

Visto che l’obiettivo dell’incontro era valutare le seconde linee è giusto dare un giudizio. Ora capiamo perché Maran non vede Pajac come valida alternativa. Il croato possiede grande corsa, ha un’ottima propensione offensiva ed un buonissimo sinistro ma ha una pecca: la fase difensiva è totalmente assente. Sarebbe improponibile pensare di schierarlo in una difesa a 4, sarebbe più giusto collocarlo come esterno in un 3-5-2. Faragò mattatore della serata: quantità e qualità, ottimo in entrambe le fasi, costruisce bene in catena con Pisacane  e ci mette lo zampino in ambo i gol. Dove lo si mette dà il massimo. Ultimo, ma non per importanza,  è Cerri. La torre parmense non solo segna ma lotta facendo valere il fisico, corre e imposta mettendo in mostra la sua ottima tecnica base essendo una prima punta. Che il gol lo abbia sbloccato e che sia riuscito a trovare la giusta forma fisica? Alle prossime partite l’ardua sentenza.

Ora con questa vittoria che porta entusiasmo a seconde linee e tifosi prepariamoci al momento più duro di questa stagione: il tour de force Roma-Napoli-Lazio, i cui risultati daranno la più grande indicazione sull’andamento della stagione in corso. A domenica.