Beffa finale

27.08.2018 12:00 di Francesco Ortu  articolo letto 1176 volte
© foto di Federico De Luca
Beffa finale

La partita del Cagliari disputata con il Sassuolo può che far stare tranquilli i tifosi  per il futuro prossimo, ma non può certamente cancellare l’amaro in bocca. La squadra sarda, dopo un'ottima prestazione, ha visto scipparsi la vittoria con un rigore assegnato in un "eterno" recupero. Cagliari inoltre in un formato da "ballo dei debuttanti" che ha messo in mostra i nuovi acquisti, in particolare quello che destava più curiosità tra addetti ai lavori e tifosi: Darijo Srna.

Il match ci da parecchie indicazioni: innanzitutto ci troviamo davanti ad una prestazione completamente opposta rispetto a quella del Castellani. La squadra spazza via la passività dimostrata e gioca di prima, pressa in modo asfissiante, riparte e punge. Il Cagliari gioca semplice e il Sassuolo, avversario molto ostico (come può testimoniare l'Inter), viene limitato se non annullato. Si palesano quindi i primi accenni della "ricetta Maran" vista nel precampionato: rapidi capovolgimenti di fronte (vedasi l'occasione di Sau), un baricentro alto che permetteva controllo e densità nella zona di centrocampo ed il gioco largo atto ad allargare le maglie della difesa neroverde.

Altro segnale positivo ci viene dai singoli: Padoin in un insolito ruolo di terzino sinistro, vista la "bocciatura" di Lykogiannis e Pajac, si prodiga eccellentemente in entrambe le fasi condendo il tutto con l'assist per il primo gol di Pavoletti. Impossibile non menzionare il compagno di reparto, quello più atteso dai calciofili più appassionati, ovvero Srna. Il terzino croato sembra che non si sia mai fermato, si destreggia sia difensivamente che offensivamente e giganteggia nella sua zona. Un chiaro segnale alle male lingue che lo vedevano come un novello Van der Wiel pronto a “svernarsi” nel Golfo degli Angeli. Infine c'è Pavoletti. E' lui il vero trascinatore della squadra, un vero gladiatore che lotta su ogni pallone, crea e soprattutto "usa la testa" meglio di tutti. Non vanno però escluse le note dolenti: i meccanismi difensivi sono ancora da rodare. Inoltre Romagna continuia il suo piccolo momento "no", mettendosi in mostra con molte sbavature facendosi spesso trovare inattendo nelle verticalizzazioni centrali, tenendo in gioco Berardi nel gol del momentaneo pareggio e rendendosi tristemente protagonista nel (dubbio) rigore che ha portato alla beffa finale. La manovra è inoltre ancora molto lenta, Cigarini non riesce ad impostare di prima intenzione e rende inoltre l'inizio dell'azione molto disordinato. A questo problema si è parzialmente ovviato con l'ingresso di Bradaric che ha dato un po' di brio alla regia (nonostante la sua scarsa mobilità). L'ultimo neo è un retaggio di lunga data: l'incapacità di gestire la pressione. I rossoblù non sono riusciti a gestire la superiorità numerica e, nei minuti finali, hanno concesso spesso e volentieri calci piazzati nel momento di maggior forcing  e che sono culminati nell'azione del pareggio finale.

In conclusione possiamo diagnosticare che lo "sbando di Empoli" è stato tale ed ha permesso alla squadra di rimettersi nei binari giusti per raggiungere gli obiettivi posti. Sarà però imperativo tentare di rimediare ai 2 punti persi nella prossima ostica trasferta: quella di Bergamo contro l’Atalanta. Scendendo in campo con il medesimo atteggiamento battagliero e privo di paura.