Cagliari, cuore e orgoglio dove sono finiti?

 di Pietro Piga  articolo letto 2430 volte
© foto di Daniele Liggi/TuttoCagliari.net
Cagliari, cuore e orgoglio dove sono finiti?

“In meno di una settimana, è sempre difficile preparare nei minimi dettagli una partita”, aveva sottolineato Massimo Rastelli nella conferenza stampa della vigilia. Ancor di più se di fronte, nella tana del nemico, c'è la Juventus. L'allenatore del Cagliari, poi, aveva aggiunto: “Dovremo essere bravi, fin da subito, ad adattarci alla serata”. Ma così, nei novanta (e passa) minuti dello J-Stadium, non è stato. La differenza sul piano tecnico-tattico è impari, ma i rossoblu, fin dall'alba della partita, hanno steso un tappeto rosso nella propria metà campo, permettendo alla squadra di Massimiliano Allegri di sfondare da tutte le posizioni. Impaurito, con le gambe fragili e vinto in partenza, il Cagliari si è lasciato prendere a pallonate da Higuain e compagnia cantante, che non si sono fatti di certo pregare e hanno colpito per quattro volte, andando ad un passo dalla goleada.

Chi è riuscito a rendere meno pesante il passivo è Marco Storari che, a suon di miracoli, ha cercato di regalare un dispiacere ai suoi ex compagni. Non è riuscito nell'intento, vero, però è stato l'unico – insieme a Di Gennaro – a salvare la faccia; tutti gli altri, invece, hanno sofferto l'impatto con l'ambiente e con l'avversario, senza nemmeno provare a reagire. Ed è proprio questo, in fin dei conti, l'errore più grave del match. Quindi la sconfitta, in sé e per sé, è il male minore. Si può seppellire l'ascia di guerra dopo aver combattuto e dato il massimo, inchinandosi alla superiorità dell'avversario, ma non ancor prima di scendere nell'arena e disputare il duello. L'uscita a testa alta dalla battaglia, come aveva chiesto Rastelli il giorno prima dell'incontro, non è avvenuta.

Già lunedì, contro la Sampdoria, il rossoblu dovrà risplendere. E poi ancora, nella seconda gara interna consecutiva col Crotone – oltretutto diretta concorrente nei bassifondi della classifica – il Cagliari sarà chiamato a fare bottino pieno. Sono passati cinque turni, ma il doppio match al Sant'Elia è un'opportunità da sfruttare assolutamente, pensando anche al successivo tris di impegni: trasferta con l'Inter, la Fiorentina ospite in Sardegna e la visita alla Lazio.

“Dimidium facti, qui coepit, habet”, recitava Quinto Orazio Flacco. E allora, caro Cagliari, è tempo di riflette sugli errori commessi ed evitare una lunga, snervante nuotata nelle acque torbide della serie A.