Cagliari, il Sant'Elia l'arma in più. Ma la fascia di capitano non è un giocattolo

 di Pietro Piga  articolo letto 2765 volte
© foto di Daniele Liggi/TuttoCagliari.net
Cagliari, il Sant'Elia l'arma in più. Ma la fascia di capitano non è un giocattolo

Partiamo dall'inizio della serata, ma prima del fischio che apre le danze della partita. L'aria, intorno al Sant'Elia, è tesa a causa della vicenda legata alla contestazione del tifo organizzato del Cagliari per la fascia di capitano sul braccio di Marco Storari. La società, fino a ieri, aveva preso le parti del portiere: Massimo Rastelli, prima della sfida di Torino, aveva confermato l'incarico di capitano; era arrivato anche, attraverso un hashtag (#rispettoperStorari) sul proprio profilo Twitter, il sostegno di tutto l'ambiente rossoblu. Tutto finito? No, quando mai. Il Cagliari, per la gara contro la Sampdoria, ha fatto – incredibilmente – dietrofront: fascia a Sau e non a Storari. Il motivo, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe quello di riportare la serenità nella piazza. Scelta che fa storcere il naso e solleva incertezze, e che testimonia come gli ultrà – ormai da diversi anni – influiscano sulle decisioni societarie. Comunicati minacciosi e cori, queste le armi per imporsi delle frange più calde del tifo nostrano.

Ora, però, passiamo al campo. Ci piace di più parlare di quel pallone che rotola in un rettangolo verde, a dirla tutta. Ecco di nuovo il sorriso, l'euforia e la serenità (si, per il risultato) a distanza di una settimana. La legge del Sant'Elia, come nella passata stagione, riemerge ed è potentemente incisiva. Il Cagliari c'è, effettua il sorpasso proprio sulla Sampdoria e sale a quota 7 punti in classifica. La spinta del pubblico ha trascinato i giocatori a superare l'ostacolo e a sprigionare un qualcosa in più che ha fatto la differenza, costringendo gli avversari a stare alle corde. Non è stata una passeggiata, l'ultimo quarto d'ora ne è la dimostrazione. Ma i rossoblu, gli stessi che avevano liquidato l'Atalanta, hanno alzato il pressing (iniziato dal rinvio di Viviano con Sau, Joao Pedro e Borriello a chiudere le linee di passaggio), verticalizzato in velocità e punto sulle corsie laterali (Isla e Padoin determinanti). La retroguardia, priva di Storari dalla mezz'ora, si è comportata bene per 80', finché le gambe hanno retto e la Sampdoria non ha optato per l'artiglieria pesante.

E poi c'è lui, il ragazzo che ha vissuto un avvio di carriera da incubo ma che è riuscito a prendere a sberle la vita, superando la sofferenza e diventando uomo. E' stata anche la notte magica di Federico Melchiorri, match winner in campo e nella vita.

Cagliari, ora sotto col Crotone. Le certezze ci sono, si riparta da qui.