Cantiere Zemanlandia, cosa va e cosa non va

 di Marco Deiana Twitter:   articolo letto 6718 volte
© foto di Daniele Liggi/TuttoCagliari.net
Cantiere Zemanlandia, cosa va e cosa non va

Dopo la vittoria in coppa Italia e il pareggio all'esordio in campionato, è arrivata la sconfitta nella prima gara casalinga di Zeman in Serie A sulla panchina del Cagliari. Risultato bugiardo, vista la mole di gioco prodotta dai giocatori rossoblù, in costante proiezione offensiva. E non poteva essere diversamente con un tecnico come il boemo, uno dei pochi allenatori in Italia che propone un calcio prevalentemente d'attacco. Zemanlandia è un cantiere aperto. Alcuni giocatori devono entrare ancora nella mentalità del boemo, una caratteristica fondamentale per l'ex mister di Roma e Pescara, più delle qualità tecniche stesse. Non è un caso che diversi giocatori mediocri, siano risultati dei piccoli "fenomeni" grazie a Zeman (salvo poi tornare nell'anonimato dopo aver "abbandonato" il boemo).

Tornando al Cagliari, pensiamo per esempio a giocatori come Crisetig e Ekdal, elementi in grado di fare la differenza con Zeman, se solo si proponessero di più in sovrapposizione. Il centrocampista scuola Inter inoltre pecca ancora di rapidità, rallentando spesso le azioni dei sardi. Lo svedese invece - nonostante il suo ottimo lavoro in fase di interdizione - ha sfruttato poco le sue abilità offensive, limitandosi a qualche inserimento, ma nulla a che vedere con la mentalità di Zeman, che prevede le sovrapposizioni costanti degli interni. Nota di demerito anche per Avelar e Balzano, risultati troppo timidi in fase offensiva. Un piccolo passo indietro rispetto alle altre gare, ma non per questo verranno bocciati dal mister.

I centrali difensivi invece - nonostante i due gol subiti - si sono comportanti discretamente bene. L'intesa tra Rossettini e Ceppitelli crescerà di partita in partita, ma le basi sono già discrete. In questi giorni Zeman avrà il compito di migliorare alcuni movimenti. Non ha bisogno di complimenti il capitano Conti, il faro della squadra. Così come Sau, l'attaccante ideale per il boemo (anche se manca una sua alternativa). Male Farias, tutto fumo e niente arrosto. Al momento è solo un lontano parente del giocatore visto in coppa Italia contro il Catania. Rigenerato invece Cossu, diventato un punto di riferimento nelle azioni offensive del Cagliari. Tra i subentrati, Ibarbo ha dimostrato di poter fare la differenza con Zeman. Il colombiano dovrà entrare nei meccanismi tattici del boemo. L'impressione è che possa essere l'uomo in più di questo Cagliari. Da rivedere Joao Pedro, ad eccezione di una discreta verticalizzazione, ha fatto vedere poco e niente. Per Dessena invece bisogna considerare la condizione fisica precaria, ma il centrocampista ex Parma ha garantito dinamismo e vivacità.

Zemanlandia è ancora un cantiere. Gli applausi del Sant'Elia dopo la sconfitta contro l'Atalanta dimostrano però che questa è la strada giusta. Il pubblico si è divertito e, risultato a parte, ha visto un bel Cagliari.