Che brividi!

11.11.2018 17:00 di Francesco Ortu  articolo letto 1501 volte
© foto di Federico Gaetano
Che brividi!

Partita non adatta ai deboli di cuore al Mazza di Ferrara. Il Cagliari strappa un rocambolesco pareggio per 2-2 contro la Spal, recuperando lo svantaggio di due reti. Risultato fondamentale per morale e classifica ma che lascia però il retrogusto di un’occasione sprecata.

Maran schiera quello che ormai è il suo undici tipo, con Romagna che torna a calcare il terreno di gioco dopo settimane di naftalina al posto di Pisacane. L’avvio è un puro revival della sfida dell’Allianz Stadium: Lazzari (spina nel fianco per tutto il match) mette il turbo e, dopo aver bruciato in velocità Padoin, mette un delizioso cross per Petagna che, con la fortunosa deviazione della schiena di Srna, batte Cragno nonostante fosse ben piazzato. I rossoblù sembrano rimasti ad Asseminello, sottovalutano l’avversario e lo soffrono nel palleggio. L’unica azione degna di nota è quella targata Romagna-Pavoletti partita da corner, per il resto si crea ben poco davanti. D’altra parte pure gli estensi pungono poco, ma lo fanno bene e con azioni fotocopia con appunto Lazzari che fa pressocchè quello che vuole ed è il vero fulcro del gioco avversario. Il Cagliari riprende però coraggio, nel secondo tempo Pavoletti&co controllano il match tentando l’imbucata decisiva. Tuttavia arriva quella che sembrerebbe la beffa fatale: azione sempre dalla destra, spiovente rasoterra verso il centro dell’area sul quale Srna sbaglia l’anticipo liberando Antenucci che insacca chiudendo virtualmente la contesa. Sembra finita ma non è così. Passano due minuti e l’ex capitano dello Shaktar si fa perdonare mettendo uno spettacolare cross a centro area e Pavoletti salta in mezzo a cinque (cinque!) uomini vola verso il cielo e, tanto per cambiare, incorna battendo Gomis. E non è tutto: pure Padoin vuole riparare alla partita da brividi e dopo un dribbling secco al limite esterno dell’area serve Ionita che manda prima a vuoto il proprio marcatore e poi fa partire un mancino che riporta tutto in equilibrio il risultato. Ciò in cinque minuti di orologio. La partita apparentemente buttata è salva. Gli ultimi minuti non hanno più molto da dire, ma bastano per salvare la conquista insperata.

La squadra si dimostra ancora una volta di carattere. Capace, come già dimostrato negli scontri precedenti, di non rinunciare mai a giocare e cercare quello che sembra impossibile. Il punto conquistato non è frutto del caso, ma di una squadra che fa del carattere, corsa e orgoglio i suoi valori fondanti. Nonostante gli errori e le difficoltà che si creano la squadra non si arrende e lotta con le unghie e con i denti. Niente più trasferte come gite delle superiori, ma leoni che lottano per la supremazia territoriale.

Certo, un risultato comunque d’oro. Però non si può neanche negare il fatto che il Cagliari stesse per fare l’ennesimo seppuku (per i meno navigati, il suicidio giapponese) con errori non tanto di reparto o di gruppo, ma dei singoli. Oggi Srna ne è l’emblema: il croato stava per compiere il vero primo passo a vuoto da quando è in Sardegna, compensando con l’assist al bacio per il gol che riapre tutto. Padoin, come il suo speculare soffre, e tanto. Probabilmente avrà sognato Lazzari stanotte, visto che l’ha completamente annientato in velocità. Sempre come il compagno di reparto si rifà con l’assist per il gol ma non si può ignorare come la loro giornata completamente “No” potesse compromettere l’incontro. Anche Maran non impeccabile nelle scelte, sembra incapace di leggere le difficoltà difensive sugli esterni e non rimedia con una toppa adeguata… nonostante il punteggio dia ragione a lui.

Non possiamo fare altro che lodare, ancora una volta, Pavoletti. In area è immarcabile, sempre al posto giusto nel momento giusto. Il fotogramma dello stacco in area rappresenta la sua essenza, il sua abilità e capacità come cinico e freddo realizzatore, un instinct killer unico che lo rende il miglior colpitore di testa sia dal punto di vista statistico che non. Pavoloso sempre e comunque e la Nazionale è una conquista assolutamente meritata.

Ora queste due settimane dovranno essere sfruttate al meglio per preparare il ritorno alla vittoria: Frosinone prima e Torino poi sembrano avversari alla portata per questo fine. L’attenzione sarà focalizzata però sui nostri beniamini in casacca azzurra, che questa sia la prima volta di una lunga serie per loro.