Che il mercato ci salvi

03.12.2018 17:14 di Francesco Ortu  articolo letto 2332 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Che il mercato ci salvi

Il Cagliari non riesce più a vincere. Al Benito Stirpe non oltre l’1-1 mettendo in mostra una prestazione non solo discutibile ma altresì preoccupante.

Pochi cambi per Mister Maran che schiera i rientranti Padoin e Klavan e ributta nella mischia Sau davanti. I primissimi minuti di gioco sono positivi, con i rossoblù che aspettano e ripartono. Tuttavia poi si “fermano” e stanno a guardare il Frosinone. I ciociari approfittano di ciò, prendendo campo e nell’arco di brevissimo tempo iniziano a condurre le danze. Vengono infatti premiati da questo atteggiamento: apertura sulla destra per Zampano che, di testa, serve nello spazio Cassata lasciato completamente solo che piazza la palla alle spalle di Cragno. Azioni di questo tipo si ripetono per tutto il primo tempo mettendo in seria difficoltà la difesa ballerina di un Cagliari completamente inesistente. E se i sardi rimangono in partita è proprio grazie, per l’ennesima volta, al portiere di Fiesole che salva l’impensabile. Il secondo tempo inizia nella falsariga del primo, con Pavoletti&co che sono più vitali rispetto alla prima frazione. Tuttavia è dai cambi che arriva la svolta, con Farias e Faragò che spaccano la partita. E’ proprio il brasiliano, che torna al gol nel momento più buio, a riaccendere la miccia contribuendo a creare occasioni sia sull’esterno ma anche aprendo la difesa nelle vie centrali. Ci sarebbe pure la possibilità di capovolgere il match ma Barella, nella giornata più storta di questa stagione (visto che lascia completamente solo e libero Cassata nel primo gol) perde la calma e lascia i suoi compagni di squadra in 10 . Il punto è d’oro visto l’andamento della sfida ma nulla cancella l’insopportabile amaro che pervade la bocca dei tifosi.

Dunque siamo di fronte ad un bel problema: la completa involuzione che sta colpendo la squadra. E’ bastata la, per quanto fondamentale, assenza di un singolo giocatore per infangare ed inceppare la macchina oleata creata dal mister trentino. Castro era diventato imprescindibile per la manovra, permettendo la rotazione del rombo del centrocampo cosa adesso impossibile e che porta in stasi la manovra. L’effetto domino si vede anche negli altri reparti con i terzini che non riescono più a spingere come dovrebbero, cambi di gioco nulli e forzatura eccessiva ed inutile per vie centrali dove si forma il “traffico” avversario. Soluzioni? Cambiare modulo o ricorrere assolutamente al mercato. E’ proprio questa sessione invernale che deve diventare la panacea di tutti i mali. Sono troppe le zavorre impossibilitate a dare qualsiasi contributo ma soprattutto la mancanza di giocatori in ruoli chiave si fa sentire con forza. Sono necessari: un terzino sinistro, una mezzala-trequartista ed una seconda punta. Pensare di ottenere una salvezza tranquilla senza intervenire è incosciente e deleterio… A meno che non si voglia proporre il bis dello scorso anno.

Proprio con riguardo ai giocatori non diventati più utili alla causa vorrei parlarne introducendo una piccola chicca storica: quanti di voi sanno che Domenghini accettò il trasferimento al Cagliari per via di una frase sibilinna di Lady Fraizzoli (moglie dell’allora presidente dell’Inter) che fece infuriare l’ala destra? La frase fu “E’ meglio qualche sgambata di Corso di ore di Domenghini”. Ora estrapoliamo la frase da questo contesto, spostiamola nel nostro e cambiamo i nomi. Personalmente mi sento di dire “E’ meglio qualche sgambata di Farias seppur svogliato che ore di Sau”. Lo dico non con malizia, ma con dolore. Il brasiliano seppur spesso lezioso, superficiale ed irritante riesce a regalare qualcosa alla manovra dando velocità e imprevedibilità. Il barbaricino, al contrario, è ormai alienato dal gioco diventando praticamente l’uomo in meno. Non un movimento, un passaggio o un tiro che faccia pensare ad un attaccante di categoria. E’ tristemente il lontano ricordo di quel giocatore che ci fece innamorare di lui all’esordio con i tiri a giro ed i dribbling secchi ubriacanti. Non solo la società, ma anche lui, dovrebbe iniziare a fare qualche riflessione critica e nascondere qualunque problema è solo fugare dalla realtà oggettiva dei fatti.

Ora bisognerà stringere i denti perché, oltre alle poche vittorie ottenute sino ad ora ci sarà l’aggravante di avere sfide proibitive sulla carta nelle prossime settimane: Roma e Napoli. Il Cagliari dovrà cercare di stupire o, almeno, di raschiare quel tanto che basta per muovere la classifica e non farsi risucchiare nella parte bollente del tabellone. In attesa che le spese invernali ci portino i doni capaci di donarci tranquillità nel girone di ritorno.