Ciao Davide, amico di tutti!

13.03.2018 13:00 di Luca Pes  articolo letto 2361 volte
Ciao Davide, amico di tutti!

È una domenica di calcio come tutte le altre, Genoa e Cagliari sono sul terreno di gioco del Ferraris per il riscaldamento. È una giornata grigia su Genova. All'improvviso, il pallone smette di rotolare. Una tragica notizia sconvolge tutti. Davide Astori, capitano della Fiorentina e amico di tanti protagonisti che oggi sarebbero dovuti scendere in campo, non c'è più. Un malore improvviso lo ha portato via nella notte.

Stamattina, a Udine, l'allenatore della Fiorentina Stefano Pioli si stupisce per l'assenza di Astori al tavolo dove verrà servita la colazione. I componenti dello staff viola vanno verso la sua camera, si spera sia solo un banale ritardo nelle impostazioni della sveglia. Dall'interno non giunge alcuna risposta, un inserviente dell'hotel è costretto ad aprire la porta e si trova di fronte al dramma. Astori è morto durante la notte, presumibilmente a causa di un arresto cardiocircolatorio. L'autopsia stabilirà le esatte cause del decesso.

La notizia si diffonde poco prima di mezzogiorno e rimbalza immediatamente sul campo di Genova. Facce incredule, visi rigati dalle lacrime. Il Cagliari Calcio, società in cui il calciatore ha militato dal 2008 al 2014, chiede e ottiene il rinvio della partita. Stesso destino per Udinese-Fiorentina, per tutte le altre gare della 27ª giornata del massimo campionato e per le partite di Serie B in programma oggi. “Lo spettacolo deve andare avanti” è una sorta di mantra ripetuto tante, troppe volte. Ma non sempre si può far finta di nulla. La Fiorentina, attraverso un comunicato ufficiale, chiede rispetto per la famiglia del calciatore. Il mondo del calcio non sta a guardare. In Italia sarebbe dovuto essere un giorno di baccano assordante tra calcio e politica, ma questa notizia scuote tutti e le urla diventano bisbigli, lunghi silenzi, preghiere, ricordi.

Davide Astori, 31 anni compiuti lo scorso 7 gennaio, era il capitano della Fiorentina. Una promozione ottenuta sul campo, dopo anni di comportamento integerrimo. Cresciuto nelle giovanili del Ponte San Pietro prima e del Milan poi, gioca in prestito nel Pizzighettone e nella Cremonese tra il 2006 e il 2008. Arriva, quindi, il grande salto. La chiamata del Cagliari lo porta sul palcoscenico della massima serie. Sei stagioni trascorse in Sardegna in cui Astori colleziona 174 presenze in campionato, condite da tre gol, a cui vanno a sommarsi cinque presenze in Coppa Italia. Nel 2014 il trasferimento alla Roma, con la cui maglia scende in campo 30 volte tra campionato e coppe. Infine, il trasferimento a Firenze nel 2015, dove il calciatore bergamasco diventa uno dei simboli della società e, da questa stagione, capitano della squadra. In viola Astori ha collezionato 91 presenze in campionato e 18 nelle coppe, mettendo a segno tre gol. Tra pochi giorni avrebbe dovuto rinnovare il contratto fino al 2021, ma il destino aveva già deciso il suo corso.

Protagonista anche in nazionale, Astori viene convocato per la prima volta da Prandelli nell'agosto 2010. Esordisce in maglia azzurra il 29 marzo 2011, nell'amichevole Ucraina-Italia. Sfiora la convocazione all'Europeo 2012 ma si riscatta un anno più tardi. Nell'estate del 2013, infatti, viene convocato per la Confederations Cup in Brasile. In occasione della finale per il terzo posto, giocata contro l'Uruguay il 30 giugno, il calciatore segna il primo gol dell'Italia. È stata la prima rete di un giocatore del Cagliari in nazionale dopo quarant'anni; l'ultimo calciatore rossoblù ad andare in gol era stato Gigi Riva in Italia-Svizzera 2-0, il 20 ottobre 1973.

Oggi la tragica scomparsa del difensore. Lascia una compagna, l'ex gieffina Francesca Fioretti, e la figlia Vittoria, di soli due anni. Unanimemente ricordato non solo per le doti tecniche come calciatore, ma soprattutto per la genuinità e la disponibilità dell'uomo. Tantissimi i messaggi di cordoglio provenienti dalle altre società, dagli ex compagni, dagli amici e dagli avversari. Le urla che fino a ieri sera affollavano il “bar dello sport” si placano. Il calcio italiano, che di solito corre velocissimo, si ferma per un giorno. Il buonsenso prevale sulle esigenze degli sponsor, delle pay-TV, del business. Gli appassionati di questo sport conoscevano Davide Astori. Faceva parte del nostro mondo, si faceva voler bene. Quest’oggi, tutti, compresi noi giornalisti, abbiamo perso un amico. Ciao Davide!