Ferie anticipate

30.12.2018 15:00 di Francesco Ortu  articolo letto 1341 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Ferie anticipate

Il Cagliari saluta il vecchio anno mettendo in scena un’orrenda prestazione alla “Dacia Arena”, e affondando con il risultato di 2-0 contro una Udinese non di certo spettacolare, ma senza dubbio più vogliosa di vincere.

Voglia di cambiare, rivelatasi controproducente, per Maran. Il tecnico rossoblù schiera Cerri al posto di Pavoletti e Pisacane al posto di Padoin che si ferma per rifiatare. Il primo tempo si può riassumere, non per dono di sintesi ma oggettività di fatti, in poche parole: il Cagliari non fa nulla, letteralmente. Passaggi completamente a vuoto, svarioni difensivi, peso inesistente davanti, zero pressing, poca convinzione dei giocatori etc… gli uomini di Nicola al contrario, pur non brillando particolarmente, mettono in gioco la loro voglia di riscatto e di vittoria (aiutati pure dall’atteggiamento rinunciatario degli ospiti). Le principali azioni partono dagli esterni con D’Alessandro e Strygen-Larsen che fanno il bello ed il cattivo tempo nelle corsie laterali, con Srna mentalmente rimasto a fare il check-in all’aeroporto di Cagliari e Pisacane visibilmente svantaggiato dalla posizione ricoperta per lui innaturale. La voglia dei friulani alla fine viene premiata con Pussetto che manda a vuoto Srna con uno stop di petto e incrocia alle spalle di Cragno. Nel secondo tempo succede di tutto: Ceppitelli espulso per fallo inesistente, Behrami raddoppia, Cragno para un rigore a Lasagna e Mandragora viene espulso, cosa che però non cambia nulla per i sardi che hanno la testa in altri lidi.

Partita, come detto, inqualificabile. Gli uomini di Maran scendono in campo con la testa già rivolta le vacanze, e danno semplicemente la presenza numerica. L’aggravante di questa sconfitta  è quella di aver permesso ad una rivale nella lotta salvezza di riavvicinarsi e “riaprire” i conti. La condizione può essere riassunta dal fatto che Pussetto, per un pomeriggio è sembrato Maradona. La colpa tuttavia non deve essere attribuita solo ai giocatori, anche Maran ha le sue innegabili colpe. I cambi di formazione sono incomprensibili e la scelta di bocciare Pajac per un Pisacane che diventa un pesce fuor d’acqua è di difficile comprensione. Pure la scelta di Cerri in un match estremamente delicato e fondamentale non trova risposta.

Di conseguenza ci tocca ritoccare per l’ennesima, quasi dannata, volta l’argomento mercato visto che in questi frangenti le mancanze sono lapalissiane. Partiamo dal terzino sinistro: l’ennesima bocciatura di Pajac è un chiaro ed eloquente segnale, non penso ci sia bisogno di ulteriori delucidazioni in merito al fatto che sia espressamente richiesto; un centrocampista tecnico che deve all’altezza dell’assente Castro che sia in grado di dare impostazione e peso offensivo, astenersi quindi figurine, giovani di belle speranze o giocatori già stagionati che sarebbero all’esordio in serie A (ogni riferimento a Mancosu per sostituire Castro è puramente casuale, visto che sarebbe una presa in giro per i tifosi). Infine una seconda punta che non sappia solo sostenere Pavoletti, ma che possa anche assicurare una quota-gol abbandonando la lunaticità di Farias e l’inconsistenza di Sau. Il mercato non ci aspetta, il Bologna per esempio ha già acquistato Soriano e Sansone, e sarebbe meglio evitare l’obrobrio dello scorso anno. I rinforzi servono, perché non siamo salvi e, anzi, abbiamo contribuito a riaprire la questione.

Oltre a tutte queste analisi non possiamo fare altro che sperare che i buchi vengano coperti e che, queste nebbie, vengano diradate già dalla partita contro l’Empoli. All’anno prossimo.