IL CAGLIARI COATTO 

IL CAGLIARI COATTO 
martedì 19 marzo 2024, 08:15Il punto
di Vittorio Sanna
Vittorio Sanna, giornalista e scrittore, per i tifosi rossoblù "la voce del Cagliari". Nella sua trentennale carriera ha raccontato in radiocronaca oltre 700 partite, quasi 600 in serie A. Uno dei più accreditati storici del Cagliari

di Vittorio Sanna

In italiano significa “costretto, sforzato, imposto per forza o con provvedimento”. In sardo vuol dire “violento, improvviso, a sorpresa. Italiano e sardo uniti nei due significati per raccontare la tattica del Cagliari quando affronta le squadre che ritiene superiori. Fare coatto, fingendo di essere distratto e di dormire per poi colpire all’improvviso, nelle risse, “partendo di testa” come purtroppo visto anche in altri campi e in situazioni poco costruttive. Giocato in undici è un calcio lento che mira ad addormentare il gioco, a neutralizzare l’avversario per poi , colpire all’improvviso, come riuscito ad Empoli. Ma solo ad Empoli. A preoccuparsi prioritariamente a far dormire il bambino che abbiamo di fronte, molto spesso rischiando che si addormenti il baby sitter.

È capitato ancora a Monza. Il Cagliari ha ninnato la squadra di Palladino che sembrava sul punto di crollare nel sonno e invece, una punizione coatta di Maldini ha fatto la frittata. “O lo dormo o mi dorme”: così si era pronunciato un noto pugile cagliaritano degli anni settanta alla vigilia di un match ostico e importante. Ci hanno “dormiti”. Effetto di un gioco che si ispira al calcio lento di Liedholm, senza un centravanti che segnasse, che si basava su esterni e interni di centrocampo capaci di trovare la scintilla. La filosofia del Barone Svedese prevedeva però anche tanto possesso di palla e non la totale concessione di menare la danza. Prevedeva inoltre, passaggi precisi e dosati in modo secco, difficili da neutralizzare.

Nel Cagliari la scintilla è cosa rara, come spesso la precisione e l’intensità del possesso palla e così capita che il singolo episodio diventa determinante come la punizione di Maldini, vanificando la strategia e lasciando solo la sensazione di essere stati sconfitti senza meritare, comunque limitando il passivo. La salvezza è affidata agli scontri diretti, come il prossimo. Sarà importante festeggiare la Pasquetta con una gita fuori campo che possa essere un giorno di libagione e gioia. Stando attenti a non cascare nel concomitante Pesce di Aprile. 

C’è la pausa a rincuorare. Si andrà al recupero degli assenti, in una squadra di pari protagonisti, mai da citare. Nel Cagliari, concreto, logico e pragmatico, ragione da mettere in campo per giustificare il mancato successo. Una responsabilità delegata che finora è stata in buone mani. Il destino del Cagliari passa da Yerri Mina, Luvumbo e Gaetano, primi attoriche avranno il compito di accorciare la distanza dal traguardo. Sperando vivamente non sia vero che tutto si deciderà all’ultimo minuto dell’ultima partita. Mettendo a rischio, il già maltrattato vecchio cuore rossoblu.