Iniziate le danze

13.08.2018 09:00 di Francesco Ortu  articolo letto 1523 volte
© foto di Federico De Luca
Iniziate le danze

Il momento tanto atteso è arrivato. Il calcio estivo, con la preparazione, i test e le amichevoli lasciano spazio alle sfide che veramente contano. Nella cornice della Sardegna Arena si è infatti giocato il primo incontro ufficiale del Cagliari di Maran: la sfida di Coppa Italia con il Palermo. Un match che non è neanche propriamente banale visto che, a rigor di logica, si tratta pur sempre di un Derby (delle Isole) anche se poco sentito.

La partita di oggi ci ha permesso di osservare, in un match con un qualcosa in palio, il reale livello di preparazione della società rossoblù.  Mister Maran decide di schierare pressoché tutti i titolari (in attesa dei nuovi e del rientrante JP) con l’“abito” della squadra che rimane l’ormai dogmatico 4-3-1-2. Cosa ci ha detto questa partita? Sicuramente possiamo partite da due certezze: la solidità difensiva, la quale è stata grande protagonista in tutto il precampionato dimostrando tuttoggi la sua capacità di “resistere agli urti” e Leonardo Pavoletti, attore di un vero e proprio assolo coronato dalla doppietta personale.

Quest’oggi, al di là del risultato e della prestazione positiva, abbiamo pure visto un Cagliari a due facce: quello del primo tempo, capace di creare e gestire agevolmente il match con estrema sicurezza e concretezza, e quello del secondo tempo dove, adagiato sugli allori, subisce un vero black-out che permette al Palermo di effettuare un pesantissimo forcing culminato con il pareggio su calcio di rigore.

Non solo la prestazione offre luci ed ombre, dobbiamo soffermarci anche sui singoli: se da una parte abbiamo assolute certezze costituite da Romagna, Barella (schierato pure da trequartista), Castro e Pavoletti dall’altra abbiamo incognite maggiori: Farias che rimane ennesima croce e delizia spaccando la difesa ma essendo troppo poco pungente, troppo anarchico e, talvolta irritante; Cigarini che rimane troppo fumoso e discontinuo in entrambe le fasi ed infine Ionita che è ormai sempre più in ombra e a disagio nel nuovo ruolo che ad interpretare.

Nonostante questi dubbi possiamo comunque notare i tantissimi miglioramenti apportati dalla nuova gestione tecnica: oltre alla già citata solidità difensiva troviamo un giro palla a terra ragionato, tentativi di cambi di gioco aperture e un miglior servizio per le punte che non devono più predicare nel deserto. Un miglioramento assoluto rispetto alle evidenti mancanze tattiche delle recenti gestioni. I tifosi possono quindi stare tranquilli poiché, nonostante la fase di rodaggio, i miglioramente sono chiari, trasparenti, evidenti. Una mano ulteriore forse poteva venire dal mercato, con un focus su una seconda punta capace di dare maggior sostegno, oltre che sicurezza a Pavoletti vista l’ormai poca affidabilità sia di Farias che di Sau.

Naturalmente solamente il campo potrà confermare o confutare questa analisi, a partire da domenica quando, ad Empoli, inizierà l’ennesimo lungo cammino per la salvezza. Riniziano le danze, prepariamoci all’ennesimo lungo valzer che è il campionato.