L'addio del Ninja, quattro anni da guerriero

 di Marco Deiana  articolo letto 5008 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
L'addio del Ninja, quattro anni da guerriero

Siamo ai saluti finali, Radja Nainggolan è pronto a lasciare la Sardegna per effettuare il salto di qualità, trasferendosi nella Capitale, dove ad attenderlo c'è la Roma degli americani, di Francesco Totti e Rudi Garcia, quella squadra capace di rifilare dieci vittorie consecutive ad inizio campionato. Inutile negarlo, la delusione per non poterlo più vedere con la maglia rossoblu è tanta. Il belga ha dato tanto per il Cagliari, così come la società sarda e i tifosi hanno dato tanto al centrocampista di origini indonesiane. Nessun rancore con il giocatore, d'altronde la carriera del calciatore è breve, le ambizioni sono giustamente alte e il club rossoblu al momento non può offrire al Ninja più di una salvezza e di uno stadio da cinquemila spettatori scarsi.

La carriera – Cresciuto nel Germinal Beerschot - squadra di prima divisione belga – viene portato in Italia da Beltrami, noto procuratore italiano, che lo piazza al Piacenza. Il Ninja continua la crescita nel settore giovanile del club emiliano ed esordisce in Serie B il 26 maggio 2006. L'anno seguente gioca con la Primavera emiliana e di tanto in tanto si affaccia in prima squadra, collezionando poche presenze. La svolta arriva nella stagione 2008-2009 quando diventa titolare inamovibile, terminando il campionato con 38 gare disputate. Si ripete nella stagione successiva ma nel gennaio 2010 viene ceduto al Cagliari in uno scambio di prestiti con Sivakov. Esordisce con la maglia rossoblu il il 7 febbraio dello stesso anno a San Siro contro l'Inter (gara persa per 3-0) e nonostante un inizio non particolarmente positivo (a fine febbraio c'è stata anche l'espulsione contro il Chievo) in estate Cellino decide di riscattare metà cartellino del belga. Nella stagione 2010-2011 trova la fiducia di Bisoli inizialmente e Donadoni successivamente che gli permettono di giocare con continuità e crescere dal punto di vista tecnico, tattico e mentale. Diventa un giocatore a tutto campo, capace di giocare da regista, da mezzala e da trequartista - abile sia in fase di copertura che in fase di costruzione del gioco - catturando su di sé l'interesse di mezza Europa. Il resto è storia moderna, con un'asta tra Inter, Juventus, Milan, Napoli e Roma, vinta da quest'ultima società che tra gennaio e giugno sborserà circa 9 milioni di euro per la comproprietà del suo cartellino.

Sardo d'adozione – Il Ninja ha sempre dimostrato un particolare attaccamento alla Sardegna e al Cagliari. Spesso ha difeso il popolo sardo e la squadra dagli attacchi su Twitter e non si è tirato indietro davanti alla recente alluvione che ha colpito il nord dell'isola.

L'amicizia con Pinilla – Si sono trovati a Cagliari ed è nata subito una profonda amicizia. Sono diventati inseparabili sul campo e nella vita, con le rispettive famiglie sempre al seguito. Con l'addio del belga si dividono le strade, professionali, dei due giocatori.

I titoli di coda sono già partiti. L'avventura a Cagliari di Nainggolan è finita. Il belga chiude con 137 partite disputate tra Serie A e Coppa Italia in quattro stagioni e sette reti realizzate. Il centrocampista ha sempre dato tutto sul campo per la maglia rossoblu, prendendosi spesso responsabilità non sue davanti alle sconfitte o alle prestazioni incolore della squadra. Ora non gli resta che confermare le sue enormi qualità anche nella Capitale, magari evitando di farci brutti scherzetti quando si troverà davanti la sua ex squadra. In bocca al lupo Radja!