L'estate bollente del Cagliari tra rivoluzioni, progetto giovani e Zeman

A circa 24 ore dall'esordio stagionale del Cagliari, ripercorriamo l'estate rossoblu segnata dal cambio di proprietà e da una rivoluzione senza precedenti.
 di Marco Deiana Twitter:   articolo letto 5566 volte
© foto di Daniele Liggi/TuttoCagliari.net
L'estate bollente del Cagliari tra rivoluzioni, progetto giovani e Zeman

Il mercato è quasi agli sgoccioli, le amichevoli estive sono ormai in archivio, è arrivato il tempo delle gare ufficiali, quelle da tre punti, quelle che porteranno esaltazione o critiche negative dalla stampa e dai tifosi. Insomma, siamo arrivati alla resa dei conti. Sono stati due mesi bollenti. Si è partiti con il cambio di proprietà, successivamente è arrivata la scelta di Zeman da parte del neopresidente Giulini, poi una campagna acquisti che ha diviso (e continua a dividere) il popolo rossoblu ed infine il ritiro estivo, le amichevoli contro alcune selezioni locali di qualità mediocre e quelle sfide contro Getafe e Celta Vigo, gare che hanno evidenziato evidenti limiti nella squadra cagliaritana, scatenando anche qualche "sana" critica. Era solo calcio d'estate. Ora non più. La sfida di sabato notte contro il Catania è già una gara da dentro o fuori; in ballo c'è la qualificazione al quarto turno di Coppa Italia (contro Palermo o Modena). E' vietato sbagliare.

Zdenek Zeman è parso sempre ottimista, pronto a lavorare sui punti deboli della squadra, sia dal punto di vista tattico sia dal punto di vista caratteriale. D'altronde si ritrova una squadra in parte rivoluzionata, con diversi giovani in rosa e con i leader del gruppo che hanno avuto qualche problema di troppo dal punto di vista fisico. Il capitano Daniele Conti e Luca Rossettini hanno svolto allenamento differenziato fino a pochi giorni fa, Daniele Dessena lavora ancora lontano dal gruppo (ormai da diverse settimane) e infine l'ultimo a fermarsi è stato Victor Ibarbo, il diamante grezzo che Zeman dovrà far esplodere.

La nuova era - La presentazione di Giulini a fine giugno ha aperto una nuova era in casa rossoblu, iniziata con il rinnovo di Daniele Conti, ormai bandiera del Cagliari. Successivamente è stato il turno di Zeman. Il pubblico rossoblu ha apprezzato la scelta di ingaggiare il boemo, tanto da essere presenti in massa alla sua presentazione al T-Hotel.  L'ex allenatore di Pescara e Roma garantisce gioco spettacolare e soprattutto tanti gol, quelli che sono mancati negli ultimi anni, con tante, troppe partite giocate per il pareggio a reti bianche.

Programmazione, squadra giovane e stadio. Questo il progetto lanciato dal giovane Tommaso Giulini, non nuovo nel mondo del calcio, avendo fatto parte del CdA dell'Inter campione d'Europa 2010. Sullo stadio si è mosso con grande intelligenza, portando la capienza momentanea del Sant'Elia a 12 mila spettatori circa e lavorando a pieno ritmo per la costruzione della Curva Sud che permetterà di avere l'impianto da 16-18 mila spettatori entro la fine del 2014. Chapeau. Successivamente si lavorerà al nuovo impianto con scadenza 2020.

La stagione 2014-2015 del Cagliari partirà con ben dodici volti nuovi. Una rivoluzione del genere non si vedeva da anni, forse decenni. Sicuramente durante l'era Cellino difficilmente si sono visti, durante l'estate, così tanti arrivi dalle parti di Asseminello. Per quanto riguarda la sessione di calciomercato, si è partiti con gli addii di Silvestri, Bastrini, Tabanelli, Vecino e Ibraimi. I cinque giocatori - in prestito per un anno in Sardegna - non sono stati riscattati. Il 30 giugno sono stati svincolati, per fine contratto, anche Avramov (che avrebbe firmato a vita per il Cagliari) e Nenè. Sette addii nel giro di pochi giorni ed una rosa da costruire. I primi acquisti sono stati quelli del giovane Alessandro Capello (arrivato dal Bologna in uno scambio con Oikonomou) e del portiere Simone Colombi (acquistato dall'Atalanta). Successivamente è stato il turno della doppia operazione con l'Inter che ha permesso di portare a Cagliari la coppia Benedetti-Longo. Su quest'ultimo il pubblico rossoblu ha risposto con entusiasmo, mentre l'operazione che ha visto coinvolto l'ex difensore del Padova non ha del tutto convinto l'opinione pubblica e gli addetti ai lavori. La campagna acquisti è proseguita con l'arrivo in Sardegna di un fedelissimo di Zeman, ovvero il terzino Balzano, arrivato dal Pescara. Poi a Cagliari è atterrato il buon Crisetig, un vice-Conti dalle buone qualità fisiche e tecniche. Dopo l'acquisto del centrocampista scuola Inter, la società sarda ha effettuato una tripla scommessa: Caio Rangel, esterno offensivo classe '96 arrivato dal Flamengo (in Brasile ne parlano benissimo), Alessio Cragno, portiere classe '94 scuola Brescia (definito come uno degli estremi difensori con maggior talento in Italia), ed infine Godfred Donsah, interno di quantità e qualità classe '96 scuola Verona (tra i migliori nel Torneo di Viareggio 2014, nonché colonna del Verona Primavera, seguito in passato anche da alcune grandi società europee). Infine il diesse Marroccu e la dirigenza sarda hanno chiuso gli acquisti di Capuano, Farias e Ceppitelli. I primi due voluti fortemente da Zeman. Forse manca ancora qualche ritocco, ci lavorerà la società nei prossimi giorni.

Sul fronte cessioni invece c'è stato l'addio di due pezzi da novanta come Astori e Pinilla. Soprattutto la vicenda dell'attuale difensore della Roma ha fatto parecchio discutere. Prima il rinnovo contrattuale, con tanto di conferenza stampa, poi la cessione ai giallorossi nel giro di poche ore. Per l'attaccante cileno invece la cessione era nell'aria già da fine giugno. Hanno lasciato il gruppo rossoblu anche Perico e Del Fabro, quest'ultimo ceduto in prestito secco al Pescara.

Un Cagliari in gran parte rivoluzionato che ha deciso di puntare sui giovani e di affidarsi al maestro, l'unico in grado di gestirli al meglio. Zdenek Zeman da questo punto di vista è una certezza. Soprattutto con il boemo sarà difficile assistere a partite da 0-0, adatte più a conciliare il sonno che ad esaltare le platee. E' in arrivo il suo classico gioco spumeggiante e offensivo. Certo, potrà capitare di perdere pesantemente, ma si andrà a caccia della vittoria sempre, in casa e in trasferta. E allora ben venga questo rischio. Parlerà il campo e ci dirà se la scelta della società è stata giusta oppure no. Il Catania è il primo esame per Giulini e Zeman. Una prestazione positiva contro i siciliani potrebbe riportare entusiasmo tra i tifosi - "scomparso" (in parte) dopo le sconfitte di Olbia e Vigo - e  aumentare il numero degli abbonati (circa 2500). Anche se, ad essere sinceri, queste cifre sono frutto anche della crisi economica che colpisce la Sardegna.